The Bling Ring: avere per essere. Come sembrare un divo di Hollywood

Potere dell'apparenza e abuso degli strumenti multimediali

Il film, prodotto e diretto da Sofia Coppola, è tratto da un articolo della scrittrice Nancy Jo Sales apparso nel marzo 2010 su Vanity Fair: la sceneggiatura attinge a fatti realmente accaduti, come è possibile notare dallo stile adottato dalla regista.
Nel film, dal punto di vista strutturale, si vengono a trovare strumenti multimediali come foto, immagini tratte dal web, dai social, dalla tv e rubate alle telecamere di sicurezza. Complessivamente assume le sembianze di un documentario, un cine-documentario.
Protagonista è un gruppo di adolescenti californiani che verrà soprannominato THE BLING RING (La banda dei gingilli), arrestati e condannati per aver compiuto furti in case di celebrità quali Lindsay Lohan, Megan Fox, Orlando Bloom e Paris Hilton.
E’ possibile denotare una freddezza di fondo dovuta in questo caso, dal momento che è necessario creare una distanza tra i personaggi di partenza (quelli reali) e i personaggi sullo schermo per poi poterla così restituire allo spettatore.
Tale vacuità serve, inoltre, a dare concretezza alla superficialità d’animo dei protagonisti, rappresentata dal tripudio di scarpe, vestiti, belle ragazze pronte a posare davanti agli obiettivi degli smartphone.
Il film è stato prodotto nel 2013 ed è uscito il 14 giugno dello stesso anno in USA, per poi essere distribuito in Italia da Lucky Red il 26 settembre 2013.
Nel cast Emma Watson, Leslie Mann, Nina Siemaszko, Erin Daniels e Taissa Farmiga.

di Veronica Crescente [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

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