AMREF al Mediterraneo Video Festival

Villa Salati (Paestum) - 14 settembre 2007

In occasione del cinquantesimo anniversario, AMREF sarà presente al Medfest domani con la proiezione del film fuori concorso African Spelling Book di Angelo Loy, prodotto da Amref. Il Mediterraneo Video Festival, infatti, ha deciso di dedicare la decima edizione all'Africa come impegno dei diritti umani e civili in riferimento alle donne che resistono e all'infanzia negata. Il film di Loy comprende 20 brevi documentari scritti, filmati e narrati dai ragazzi di Nairobi per raccontare la vita negli slum, i sentimenti, l’amicizia, la violenza, la fame, il lavoro, la speranza. Esito di un progetto avviato nel 2001, African Spelling Book, co-prodotto con National Geographic, nasce da una riflessione critica sul ruolo e sulle modalità dell’informazione sui ragazzi di strada.

Sempre domani, alle 20, nell’ambito di “lncontro d’autore”, è previsto un momento di dibattito con Roberto Perpignani, presidente della giuria, sul tema “Dare forma alle emozioni”. Segue il film We Insist! Freedom now suite (Suite per la libertà subito) di Gianni Amico (montaggio di Roberto Perpignani), montaggio di immagini fotografiche in bianco e nero sulla lunga storia delle lotte per l’emancipazione afro-americana.
Alle 22 “Il cinema di Leonardo Di Costanzo”, momento d’incontro con il regista durante il quale verrà proiettato il suo film Prove di stato.

Sei i film in concorso domani, a partire dalle 16.30:

Il primo è Praia de Monte Gordo di Sofia Trincao e Oscar Clemente: sulla spiaggia di Monte Gordo una piccola comunità di pescatori sopravvive all’ombra dei complessi turistici. Il lavoro di questi uomini è minacciato dalle tecniche industriali di pesca usate dai vicini spagnoli. Il documentario ritrae la vita sulla spiaggia durante un intero anno, dall’inverno solitario alle indaffarate domeniche estive. Attraverso la testimonianza dei pescatori, ci racconta come questa comunità sta combattendo per adattarsi.

A seguire Posle rata/After the war del regista serbo Srdjan Keca: sulle alte montagne del Kossovo vivono i Gorani, una piccola etnia islamizzata di origini slave, senza patria. La guerra del Kossovo del ’99 ha portato scompiglio nei luoghi fiabeschi e nelle vite di questo popolo, spingendolo lontano alla ricerca di una nuova vita. Coloro che sono rimasti raccontano le loro storie.

Cricket Cup di Massimiliano Pacifico e Diego Liguori mostra una Napoli “testa di serie” nel gioco del cricket asiatico. A partire da un reportage sul loro sport nazionale, gli autori realizzano un inedito incontro con questa comunità, documentandone così frammenti del suo quotidiano. Il documentario affronta il tema dell’integrazione degli srilankesi nella città di Napoli, attraverso significativi passaggi della vita di cinque giovani immigrati che dividono la propria giornata tra obblighi di lavoro, studio, relazione e sopravvivenza nella città che li ospita, con le pratiche e le usanze della loro terra, in questo caso tradotte nella passione per il cricket.

La Città invisibile di Ugo Capolupo è stato realizzato durante il festival di teatro Napoli Scena Internazionale tra le strade e i vicoli della città, vene e arterie di un corpo vivo. Lo sguardo curioso degli artisti, Jan Fabre, John Turturro, Yoshi Oida e Oeter Gordon, protagonisti e complici, talvolta inconsapevoli, allontana la città visibile, decrepita e senza speranza, mostrando la città invisibile che si rivela più di quanto un occhio saturo possa percepire nella quotidianità.

L’ultimo dei film in concorso che verrà proiettato domani è L’Ustica dei Mari di Claudio Moschin: centocinquanta vittime, nessun colpevole. Quindici anni fa nel porto di Livorno affondava il traghetto Moby Prince dopo essere andato a sbattere contro una petroliera: “errore umano” si disse. Oggi quella vicenda torna d’attualità per la cocciutaggine e il coraggio di Angelo Chessa, il figlio del comandante di quella nave, su cui furono scaricate le colpe di quel disastro. Chessa ha scoperto documenti compromettenti mettendo in luce i troppi buchi dell’inchiesta ufficiale e dei due processi successivi. Una storia di depistaggi che ricorda la strage di Ustica.

Per ulteriori informazioni: su www.medvideofestival.net

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