Il cinema sperimentale di Antonio Rezza e Flavia Mastrella

Lunedì 22 ottobre - Spazio Oberdan Milano

La Fondazione Cineteca Italiana organizza lunedì 22 ottobre alle ore 21 una serata dedicata ad Antonio Rezza e Flavia Mastrella (che con loro spettacolo “Quadrilogica” sono ospiti, proprio in questi giorni, al teatro Out Off di Milano).

Flavia Mastrella e Antonio Rezza presenteranno al pubblico i film Confusus e De Civitate Rei, di cui sono autori in senso totale. Film realizzati negli anni novanta Confusus ha ricevuto il premio Gabbiano d’Oro a Bellaria anteprima per il cinema indipendente 1993, mentre De Civitate Rei il premio della giuria a Bolzano Opere Nuove e il premio della fotografia al festival di Castrocaro 1994.
Dei due film essi dichiarano: «Sono due opere della nostra prima incoscienza. In Confusus un uomo viene ucciso a colpi di diminutivi. In De Civitate Rei l’arroganza del potere va a finire impiccata. Questo è ciò che eravamo con i mezzi di allora. Con i mezzi di adesso e con la corda di allora faremmo di virtù sterminio».

Confusus
R., sogg., sc., scenog. e mont.:Flavia Mastrella, Antonio Rezza. Fot. e costumi:F. Mastrella. Segretaria di edizione: Anna Benevento. Int.:Raffaela Fantaccione, A. Rezza, Lavinia Novara, F. Mastrella, Emilia De Santis, Maurizio Catania, Chiara Cavalli, Rita Rezza, Davide Sbrolli, Corrado Moglia, Luca Bertagni, Diego Garzia, Daniela Del Balzi, Armando Novara. Produz.:F. Mastrella, A. Rezza. Italia, 1993, col., 50’.

Giuseppe, allergico ai diminutivi, lascia la madre macchiatasi di incesto. Tamara, ragazza rampante, abbandona il padre dopo averlo amato. Giuseppe nel suo peregrinare fa strage di cuori ma, amando la masturbazione, mai si concede e mai si fa toccare. La fama del giovane arriva anche nelle orecchie di Tamara che, dopo vane ricerche, lo incontra al tramontino. I due si innamorano, si sposano e quasi subito si annoiano. In Giuseppe, teorico e semplicistico, aumentano le crisi allergiche dovute alle forme sincopate. Tamara resta incinta, il marito rinnega la paternità, la moglie lo uccide a colpi di diminutivi. Il bambino nasce con riluttanza, assomiglia al padre e ne eredita la forma allergica...

De civitate rei
R., sogg., sc., scenog. e mont.:F. Mastrella, A. Rezza. Fot. e costumi:F. Mastrella. Segretaria di edizione: Anna Benevento. Int.:Costantino Morosin, A. Rezza, F. Mastrella, Federica Minotti, Giuseppe Salerno, Davide Sbrolli, Marijcke Van Der Maden, Tonj Carozzi, Gianfranco Castelli, David e Alice Fincato, Geraldine Vitullo, Claudio Cipollone, Nando Serafini, Giovanna Colacevich, Chiara Cavalli, Tomaso Binga, Maurizio Catania, Otto Imperiali, Federico Carra, Armando Novara, Domenico “Tecnociccio” Vitucci, Inge Romer, Luciano Canale, Luca Vannini Akruma. Produz.:F. Mastrella, A. Rezza. Italia, 1994, b/n, 28’.

Costante muore e lascia alla moglie la sua scoperta informatica. Torella affida il dischetto a un amico del marito, Gervasio, uomo sfaticato e disprezzato dalla sua famiglia. Vent’anni dopo Torella cerca di riavere il dischetto ma Gervasio, che grazie a esso si è arricchito, accetta lo scontro in tribunale e ne esce trionfatore. Così facendo si attira la sfortuna celeste: perde il terzo figlio soffocato dal benessere, uccide la moglie accecato dall’ira e viene giustiziato dal suo primogenito che, dopo una violenta crisi di panico e coscienza, sceglie la via della vita.

Info per il pubblico:
Spazio Oberdan, tel 02.7740.6300

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