Intervista a Enzo Iacchetti

Fano, 24/10/2007 – Tutti lo conoscono come “Enzino” di Striscia la Notizia. Ma Enzo Iacchetti è molto di più e ha deciso di dimostrarlo vestendo per la prima volta i panni di regista cinematografico e compositore di musiche.
Il suo cortometraggio Pazza di te, presentato al Fano International Film Festival, è stato insignito di una Menzione Speciale da parte della Giuria del Festival. E Iacchetti ha assicurato che sabato 27 ottobre salirà sul palco del Teatro della Fortuna di Fano per ricevere il premio ed assistere alla proiezione del suo primo lavoro da regista nel mondo del cinema. Si tratta infatti dell’approccio iniziale verso una strada che Enzo Iacchetti ha confessato di voler intraprendere, tanto da avere in progetto un lungometraggio per la prossima estate.

Regista di un cortometraggio per la prima volta. Mi racconta cosa l’ha spinta verso questo passo?
“Al cinema ci pensavo da tempo e mi sembra che realizzare un corto sia un po’ come prendere la patente per poi iniziare a guidare. Avevo già fatto delle regie teatrali ed erano andate bene. Inoltre avevo una storia da raccontare. Così quest’inverno ho scritto la sceneggiatura e poi mi sono dato da fare per realizzare il corto. E’ stata la mia prima esperienza, ma mi sono trovato a mio agio. Penso che invecchiando possa essere una buona strada da percorrere. Facendo un paragone, potrei dire di essere un calciatore che si sta preparando per diventare allenatore”

Le interessa che la gente conosca l’altro lato di Enzo Iacchetti?
“Sì, molto. Vorrei far capire che non sono solo un comico e non faccio soltanto “Striscia la notizia”. Ho lavorato in teatro come regista e come attore, cimentandomi con il musical. Sono contento di far ridere la gente con “Striscia”, ma mi interessa dimostrare di saper fare anche altro e non necessariamente i miei lavori devono appartenere al genere comico. In questo caso ad esempio la storia che ho raccontato è drammatica e impegnata, l’argomento (l’aborto, la malattia down) delicato. Sa, penso che i comici in fondo siano proprio i più sensibili”

In base a che criterio ha scelto gli attori che hanno recitato nel suo corto?
“In base al criterio della bravura, dell’amicizia e un po’ anche del risparmio economico (si sa che gli amici cercano sempre di venirti incontro!). In particolare la protagonista, Simona Samarelli, aveva già lavorato con me in “The Producer”. Penso che sia in assoluto la più brava attrice teatrale italiana: sa cantare, recitare e ballare. E’ stata la prima a cui ho pensato per girare il mio corto”

Lei si è occupato anche della composizione delle musiche. Cosa si è rivelato più difficile, la regia o la colonna sonora?
“In realtà nessuna delle due, ho trovato abbastanza semplici entrambe le cose. Forse perché comunque mi ero già fatto un po’ di esperienza con il teatro. Ad esempio ho sempre cercato di curare in prima persona le musiche dei miei spettacoli teatrali, solo che questa è un’altra di quelle cose che la gente non sa. A dire il vero io faccio il musicista sin da bambino, per me la musica è sempre stata una grande passione. E in questo caso occuparmi della colonna sonora del mio primo corto mi pareva categorico: piuttosto che andare a cercare il brano giusto, ho preferito scrivermelo da solo. D’altra parte soltanto io sapevo esattamente come lo volevo. C’è una sola canzone non mia, quella presa in prestito da Lucio Dalla. Ma Lucio è un amico!”

Dunque dobbiamo considerare questa esperienza un inizio, un punto di partenza?
“Mi piacerebbe moltissimo passare al cinema, specialmente in veste di regista. Però è veramente difficile, perché si tratta di un ambiente che di fatto è una lobby e se non sei romano o se arrivi dalla televisione (come nel mio caso) in molti ti guardano storto. Ad esempio per girare “Sono pazza di te” non ho avuto alcuna agevolazione, ho dovuto fare tutto da solo e trovare una città che mi permettesse di girare perché a Roma non è così semplice come sembra”

Lei ha viaggiato molto e conosce il mondo dello spettacolo anche fuori dall’Italia. Cosa cambia all’estero?
“Tutto. Molto semplicemente in America se non sei davvero bravo a recitare, cantare, ballare, se non hai cultura e non sei flessibile, capace di far tutto, vieni tagliato fuori. In Italia arrivi quinto al Grande Fratello e già diventi un nome. Cambia completamente la concezione dell’artista. Da parte mia non mi accontento di questo modo di fare arte, vorrei avvicinarmi al modello estero dell’arte e dello spettacolo”

In che modo?
“Intanto sto lavorando ad un film con Ricky Tognazzi, che stimo molto. Poi sto preparando un’altra sit-com per la tv e soprattutto questa estate vorrei girare il mio primo vero film, chiaramente in qualità di regista”

Che rapporti ha con le Marche?

“Molto buoni. Nelle Marche ho tenuto svariati spettacoli e ho tanti amici, in particolare nella zona di Grottammare. Mentre a Fano non sono mai stato, questa sarà la prima volta e sono davvero felice di visitarla in occasione del Fano International Film Festival. Per me si tratta del primo riconoscimento cinematografico, la prima soddisfazione, e spero davvero che non sia l’ultima” .

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