L’11 settembre di Reign over me

Torna al cinema la ferita dell’anno zero americano

È in uscita negli Stati Uniti Reign Over Me, un film che affronta la tragedia dell’undici settembre da un nuovo punto di vista: la realtà quotidiana, privata ed assolutamente personale, di chi è sopravvissuto ad una grave perdita.
Il film racconta la storia di Charlie ed Alan, due vecchi compagni di college, che, a distanza di anni, si rincontrano, in modo del tutto casuale, in una strada di Manhattan. A cinque anni di distanza dall’undici settembre 2001, Charlie, che durante gli attentati ha perduto l’intera famiglia, è ancora sconvolto dal dolore ed ha abbandonato la sua brillante carriera di dentista. Colpito da questi cambiamenti Alan, che vive invece una situazione privilegiata con una bella moglie, un figlio ed una carriera avviata, si sente invece sopraffatto dalle molte responsabilità.
Questo incontro, che si risolverà nella rinascita dell’antica amicizia, diventerà per entrambi un’ancora di salvezza cui aggrapparsi in un momento cruciale della propria esistenza.
Diretto da Mike Binder (Litigi d’amore) il film, che ha come protagonisti Adam Sandler (nei panni di Charlie Fineman) e Don Cheadle (Alan Johnson), affronta il dopo undici settembre mostrando le paure ed il dolore di chi è sopravvissuto e di chi ha perduto, in quella fatidica, data gli affetti più cari.

Questa pellicola è un’ulteriore dimostrazione di come il cinema abbia superato il tabù che, in un primo momento, rendeva impossibile anche solo l’immaginare di poter raccontare sul grande schermo quei tragici avvenimenti.

Il bisogno di ricordare, capire ed esorcizzare la paura ha però avuto la meglio già dal 2002 quando il produttore artistico Alain Brigand ha invitato 11 tra i più grandi registi internazionali (rappresentativi di stati, religioni e culture differenti) a creare ognuno un cortometraggio della durata di 11 minuti, 9 secondi e un fotogramma sugli eventi di quella tragica data e sulle loro conseguenze.
Dall’unione di Youssef Chahaine (Egitto), Amos Gitai (Israle), Shohei Imamura (Giappone), Alejandro González Iñárritu (Messico), Claude Lelouch (Francia), Ken Loach (Regno Unito), Samira Makhmalbaf (Iran), Mira Nair (India), Idrissa Ouedraogo (Burkina Faso), Sean Penn (Stati Uniti), Danis Tanovic (Bosnia Erzégovina) è nato dunque 11 settembre 2001, un documentario che ha raggiunto lo scopo di far riflettere attraverso il dispiegamento di una grande varietà di punti di vista e sensibilità culturali.

Dopo questa esperienza il mondo del cinema ha però fatto un ulteriore step mostrando la tragedia in modo diretto e orami senza più filtri. Sono così nati United 93 di Paul Greenglass, storia dei 40 passeggeri del volo dirottato verso il Pentagono ma erroneamente precipitato in Pensilvanya, e World Trade Center, il controverso film di Oliver Stone sui due polizziotti, le ultime due persone (due poliziotti) estratte vive dalle macerie.

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