2001: odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey, 1968)

2001

"Rarefatto nei dialoghi e nella recitazione, poetico nella raffigurazione quasi prosaica della vita nello Spazio, delirante e lento nei tempi d’azione, il film si rivelò subito straordinariamente innovativo e rivoluzionario tanto da non poter essere quasi recepito nella sua pienezza e nelle sue implicazioni da coloro che lo videro alla Prima del 1968.
Scientificamente perfetto, razionale, freddo e asettico nella puntigliosità con cui è descritta la vita dell’uomo nello spazio, diventa un pezzo unico di “manifestazione di un Mistero totale” nel finale, sbarazzandosi di ogni comune punto di riferimento umano.
Il proposito stilistico del regista è quello di sperimentare in chiave narrativa il potere dell’immagine e l’uso degli effetti speciali visivi e sonori, inaugurando, in pratica, una nuova concezione del cinema basato sul rapporto diretto tra narrazione e percezione: Non è un caso, quindi, che il film sia per più di due terzi muto. L’autore, infatti, più che narrare si dimostra preoccupato di "far vedere", di mostrare più che di raccontare.
Kubrick, in pratica, intende rivalutare la caratteristica principale del cinema, quella che lo differenzia dalle altre arti, il suo "specifico": la produzione di senso direttamente attraverso l’immagine, il cinema come una sinfonia visiva."

di Massimo Bertosso [Visita la sua tesi »]

Le recensioni degli autori:

Vuoi scrivere una recensione e condividerla con gli altri utenti? Effettua il login come autore di Tesionline e potrai commentare ogni articolo che vuoi!

Tesi Correlate

  • Soggettiva e movimenti di macchina in Kubrick

    "In primo luogo dobbiamo parlare del movimento di macchina in soggettiva: la soggettiva è “una costruzione cinematografica che giustifica agevolmente il movimento19”: questo significa che più è lunga la sequenza in cui inquadriamo il guardante, più si allunga la potenziale durata del movimento (e, di conseguenza, la forza stessa della soggettiva), per cui si fa necessario prima inquadrare colui che...»

  • Danubio blu. Danza nello spazio di Kubrick

    "Lo shock culturale portato da Kubrick all’uscita di 2001 fu totale. Nel 1968 non si poteva non sorridere vedendo delle astronavi danzare armoniosamente in concerto. Man mano che passavano gli anni però, lo spettatore cominciò a dimenticarsi dell’Austria dei congressi e delle danze, lasciandosi trasportare con i protagonisti del film per le vie senza fine dello spazio cosmico. Oggi associare il "Danubio...»

Condividi questa pagina