A noi piace freddo! (1960)

anoi

"Roma, 1943. Durante l’occupazione tedesca in Italia il colonnello delle SS Von Krussendorf apprende dai suoi ufficiali che la radio inglese ha trasmesso in codice un comunicato all’agente segreto “Il gatto”, recante l’ordine di ucciderlo.
Il colonnello si accompagna a una ballerina di varietà anti-tedesca, che sogna di aiutare il misterioso agente nella sua missione. Un giorno, il contrabbandiere Ugo Bevilacqua sfugge alla polizia mentre trasporta un carico di fegato per la città; egli si nasconde nella casa di Rosalina che, per un equivoco, crede di aver accolto in casa Il gatto in persona innamorandosene.
Ma Bevilacqua è solo un corsaro nero che lavora per conto del cavalier Titozzi. Quest’ultimo ha ricevuto un’importante ordinazione dal barone Villafranca per il suo matrimonio con trenta invitati.
Titozzi organizza la spedizione dei viveri fino alla villa dove si svolgerà il banchetto di nozze. Rosalina, venuta a sapere che Ugo è coinvolto nella spedizione, si preoccupa di far pervenire alla villa un carro funebre pieno di armi, che mette nei guai Ugo con i tedeschi.
Egli si rifugia nella villa di Villafranca, dove viene vestito con l’abito nuziale e dove, in presenza dei soldati che perquisiscono l’abitazione insieme al colonnello Von Krussendorf, deve fingere di sposarsi col barone. Alla villa arriva però anche Rosalina che, sempre per aiutare la missione del “Gatto”, stordisce con in colpo in testa il colonnello tedesco, caricandolo in un’auto. Con la quale Ugo e il barone cercano di scappare travestiti da ufficiali.
L’auto ha un pauroso incidente e i quattro finiscono in ospedale, dove nel frattempo si è rifiutato anche Titozzi. Bevilacqua ed il barone fingono di aver perso la parola per lo shock e rischiano di essere fucilati. Li salva Titozzi, che interviene nella telefonata tra Von Krussendorf e Hitler, facendo al fuhrer una pernacchia.
Il colonnello viene fucilato e Ugo e il barone si rifugiano in un’ambulanza guidata da Rosalina, che riesce a passare le linee tedesche e raggiungere gli alleati, non senza provocare un altro incidente."

di Salvatore Molignano [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

Le recensioni degli autori:

Vuoi scrivere una recensione e condividerla con gli altri utenti? Effettua il login come autore di Tesionline e potrai commentare ogni articolo che vuoi!

Tesi Correlate

  • Salce e gli autori italiani nel cinema di guerra

    "Non è difficile cogliere, tra le recensioni del film A noi piace freddo, la linea di tendenza che i critici adottano negli anni Cinquanta e Sessanta contro il cinema leggero. I film dei registi come Steno – specializzato nel genere – sono puntualmente attaccati in maniera feroce dai critici, i quali consideravano l’arte del far ridere come un’arte minore o addirittura deplorevole. A noi piace freddo...»

Condividi questa pagina