Nelo Risi incontra Andrea Zanzotto

Il cineasta milanese torna alla regia raccontando il suo incontro col poeta

Classe 1920, Nelo Risi è uno dei massimi poeti italiani del secondo Novecento. Autore di reportage, documentari, e film importanti (uno su tutti Diario di una schizofrenica del 1968), torna alla regia dopo quasi dieci anni per incontrare un altro “grande vecchio” della poesia italiana, Andrea Zanzotto.

Risi ha infatti da poco concluso a Pieve di Soligo (TV), terra natale e dimora fissa di Zanzotto, le riprese di un personalissimo ed intimo dialogo con il poeta veneto suo coetaneo. Una prova d’autore che lo vede sia al centro dell'immagine che dietro la macchina da presa ed un grande incontro tra due personalità diverse ma speculari, che dialogando di poesia, arte, cinema, memoria del passato, vita e futuro si sono scoperte molto più vicine di quanto non avessero immaginato …

Due poeti, due voci (titolo provvisorio), prodotto dalla Vivo film di Gregorio Paonessa (che nei prossimi mesi produrrà anche un documentario dedicato alla figura di Nelo Risi), ha ottenuto un finanziamento di 40.000 Euro dal Ministero per i Beni e le Attività culturali – Direzione Generale per il Cinema.


Nelo Risi. Un breve profilo

Nelo Risi nasce a Milano nel 1920. Sulle orme paterne studia medicina, come il fratello Dino. Dopo alcune plaquettes e la presenza nell'antologia Linea lombarda (1952) di Luciano Anceschi, pubblica, nel 1956, Polso teso la sua prima raccolta importante. Parallelamente, dal 1948 inizia il suo apprendistato cinematografico al seguito di Richard Leacock e John Ferno, rispettivamente operatori e direttori della fotografia di Flaherty e Joris Ivens. Dopo un periodo trascorso a Parigi, all'inizio degli anni Cinquanta, Risi torna in Italia. Nel 1956 gira Il delitto Matteotti, seguito da I fratelli Rosselli, due documentari destinati a rimanere nella memoria di questo genere. Parallelamente prosegue la sua attività di poeta, pubblicando Pensieri elementari (1961), Dentro la sostanza (1965). Nel 1966 approda al cinema di finzione per il grande schermo con Andremo in città (1966), tratto dall'omonimo romanzo di Edith Bruck, sua compagna di una vita. Nel 1968 Risi realizza il suo film forse più celebre: Diario di una schizofrenica, da molti considerato come uno degli esempi più alti di cinema che narra l'esperienza analitica.

Nel 1970 esce Di certe cose che dette in versi suonano meglio che in prosa che lo attesta definitivamente come uno dei più importanti poeti italiani del dopoguerra. Nello stesso anno gira un altro film importante, Ondata di calore, seguito da Una stagione all'inferno (1971), dedicato all'avventura africana di Arthur Rimbaud. Il centenario della morte di Alessandro Manzoni offre a Risi l'occasione di confrontarsi con la trasposizione cinematografica di uno dei grandi classici della letteratura italiana: La colonna infame (1973), ultimo grande lavoro di Risi per il grande schermo.
Tra la seconda metà degli anni Settanta e gli anni Ottanta Risi continua a lavorare per la televisione firmando inchieste importanti come Nossignore (1976), I buchi neri dell'inconscio (1979), Viaggio tra i nostri figli (1985). Il lavoro sulla parola poetica continua a fluire, vera costante di Risi accanto a quello sull'audiovisivo. Nel 1976 esce Amica mia nemica, nel 1983 I fabbricanti del bello e nel 1987 quello che forse uno dei vertici della sua produzione poetica: Le risonanze.

Negli ultimi anni Risi ha continuato a dedicarsi intensamente alla poesia pubblicando, Altro da Dire (2000) Ruggine (2004). Nel 2006 Mondadori ha pubblicato una raccolta della sua opera omnia, Di certe cose (Poesie 1953-2005). Sempre per Mondadori uscirà a febbraio il suo ultimo libro di poesie, dal titolo Né il giorno né l'ora.

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