Akira (1988)

akira

"Fino a che punto la mente umana è controllabile, e fino a che punto l'uomo può ragionevolmente pensare di rinunciare ad una parte di sé, senza che tale scelta pregiudichi in maniera irreparabile l'essenza stessa di ciò che definiamo libero arbitrio?
Il cuore della complicatissima trama del lungometraggio comincia con un incidente in cui rimane coinvolto Tetsuo, complessato ed infantile membro di una gang di motociclisti (capitanata del risoluto Kaneda) e un fantomatico bambino avvizzito che compare improvvisamente in mezzo alla strada e che esce completamente illeso dallo scontro - riflettiamo tutti insieme sul fatto che la moto su cui viaggiava Tetsuo esplode come un petardo senza nemmeno urtare il piccolo -. Entrambi i ragazzi vengono portati via da un elicottero dell’esercito.
Da questo momento in poi, Kaneda ed alcuni amici, fra cui una giovane terrorista di nome Kay, verranno coinvolti in una spirale di avvenimenti che li porterà a scoprire la presenza di un gruppo di bambini dotati di terribili poteri ESP. Essi sono il risultato di numerosi esperimenti condotti da scienziati dell’esercito nel periodo precedente la Terza Guerra Mondiale; la loro ricerca, mirata allo sviluppo ed al risveglio dell’energia cosmica presente in ogni individuo, aveva portato alla genesi di Akira, il cui potere era immenso, ma purtroppo incontrollabile.
Anche Tetsuo verrà manipolato geneticamente: il potere acquisito troverà alimento nell’infantile desiderio di rivalsa del ragazzo verso tutto e tutti e lo porterà alla completa distruzione di sé stesso e di Neo-Tokyo."

di Silvia Minguzzi [Visita la sua tesi »]

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