Al di là della vita (Bringing Out the Dead, 1999)

Angeli sulla Terra. La vita dopo la morte

dellavita

"Bringing Out the Dead è un film disseminato di variazioni e simboli biblici, questa volta, però, contaminati da effetti luminosi e sonori tardo-psichedelici (ottenuti anche con l'impiego di inconsueti, per Scorsese, “effetti speciali” dei maghi del digitale Industrial Light and Magic) che ricordano il cinema dell'ultimo Terry Gilliam (ex Monty Python e regista dell'Esercito delle dodici scimmie), e “alleggeriti” della loro aura sacrale grazie a un humor “nero”, di gusto tipicamente post-moderno, che ricalca l'ironia grottesca dei film di Quentin Tarantino.
Lo spacciatore Cy Coates viene “crocifisso” a mezz'aria, infilzato sulla ringhiera di un terrazzo; in questa splendida sequenza Cy si fingerà Dio, sospeso nel vuoto, che, con il gesto di una mano, “inonda” la terra di meravigliosi fuochi artificiali (le scintille della fiamma ossidrica che i pompieri stanno usando per rompere la ringhiera e liberarlo).
Durante la seconda notte del film, Frank e il collega Marcus finiscono in un locale “alternativo” dove un ragazzo, soprannominato “E.T. Sbatto”, è finito in overdose da “morte rossa”; mentre Frank cerca di rianimarlo, Marcus, dichiarando la morte del ragazzo e affermando che l'unico modo per salvarlo è pregare Gesù Cristo, fa sistemare gli amici del giovane in cerchio attorno a lui, e intonano, tutti insieme, un inno sacro; alla fine del canto corale, l'esilerante sequenza termina con il neo-Lazzaro che “resuscita”, nell'incredulità generale, grazie a un’iniezione di adrenalina somministratagli da Frank-Cristo. Tom Wolls è “l'angelo violento” del film, e per più di un motivo rimanda a Travis Bickle di Taxi Driver, di cui è la parodia “pulp”, esente da un qualsivoglia travaglio esistenziale o maceramento interiore.
Ancora nella seconda notte, davvero la più divertente del film, Frank e Marcus trovano, in un capannone semi abbandonato, una giovane coppia di sudamericani che stanno per avere un bambino; la ragazza, che non a caso si chiama Maria (come, d'altro canto, la protagonista femminile del film, Mary), pretende di essere illibata, fingendo che quel parto sia frutto di un'Immacolata concezione, e il fidanzato di lei continua a sostenere di non aver avuto rapporti sessuali con Maria, ripetendo che entrambi loro sono «ancora vergini».
Schrader, con questa sceneggiatura, ritrova alcuni temi a lui congeniali come l'ineluttabilità del sacrificio e l'estasi mistica di personaggi che sentono di non appartenere alla finitezza e alle bassezze di questo mondo. Tutti temi che sono cari anche a Scorsese che con questo film ritrova quella temperatura espressiva, già collaudata in Taxi Driver, a metà strada tra uno sguardo documentaristico rivelatore degli orrori della città e una visione allucinatoria deformante che rende quasi impossibile distinguere tra il vero e la percezione che si ha di esso, come in un sogno a occhi aperti."

di Sebastiano Denegri [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

Le recensioni degli autori:

Vuoi scrivere una recensione e condividerla con gli altri utenti? Effettua il login come autore di Tesionline e potrai commentare ogni articolo che vuoi!

Tesi Correlate

  • Cristo come simbolo nel cinema di Scorsese

    "I personaggi “cristologici” di Scorsese, sono uomini che, ossessionati dal male che loro vedono imperare su questa terra, decidono di autoinvestirsi di un’aura messianica (a volte autenticamente percepita, altre narcisisticamente autoimposta) e di redimere gli altri; vivono con il “complesso del redentore”, con la necessità di espiare, attraverso un gesto sacrificale (che diventa quindi metafora della...»

  • Strade e storia di New York in Scorsese

    "Nipote di emigranti giunti a New York per cercare fortuna, Scorsese ha profondamente a cuore il tema dell’immigrazione e il suo ruolo fondamentale nella storia di New York: nel suo film Gangs of New York ha voluto ricordare come era la vita di questi “miseri rifiuti” che, giunti a Manhattan, dovevano fare i conti con una realtà durissima; oltre la “porta dorata” spesso si apriva un vero inferno.
    Partendo...»

Condividi questa pagina