Alta tensione (Haute tension, 2003)

alta

"Questa pellicola si riallaccia al filone slasher di Le colline hanno gli occhi (The Hills Have Eyes, Usa, 1977) di Wes Craven (di cui proprio Aja è stato scelto per dirigere il prossimo remake), La casa (Evil Dead, Usa 1983) di Sam Raimi e Non aprite quella porta.
Il film di Aja è spietato ed
estremamente essenziale nell’apparato scenografico e nella trama; alterna scene di palpabile suspense a scene di esplicito gore senza farsi mancare neppure il colpo di scena finale stile Sesto Senso. Il primo tempo è un vero e proprio massacro, rapido e indiscriminato quanto privo di logica.
Il film è stato prodotto e distribuito dall’Europa Corp di Luc Besson e la sua presenza nel film si percepisce chiaramente. Marcati i rimandi alla fredda e razionale esecuzione all’interno della casa di Leon (Léon, Francia/Usa 1994) di Luc Besson e la scena in cui la protagonista si nasconde sotto al letto porta l’inconfondibile firma di Besson. Ma se in Leon queste scene, pur violentissime, mantenevano una drammaticità quasi lirica, in Alta tensione non c’è spazio per l’aspetto drammatico in quanto il film è del tutto orientato alla componente horror, facendo massacrare l’intera famiglia dal maniaco in pochi sconcertanti minuti con estrema violenza e lucidità, unita ad un’abbondante dose di sangue.
La protagonista femminile ha la stessa coraggiosa caparbietà dell’icona femminile creata da Jamie Lee Curtis nella saga di Halloween: la notte delle streghe (Halloween, Usa 1978) di John Carpenter e ricalca fisicamente l’androgina bellezza di Ellen Ripley in Alien. Infine nell’ultima scena in cui la protagonista si arma di motosega la citazione da Non aprite quella porta è molto diretta."

di Fiammetta Santo [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

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