“C'è un tempo per...l'integrazione”

I premi della prima edizione

Si è conclusa la prima edizione del Concorso per cortometraggi "C'è un tempo per...l'integrazione", la cui serata finale si è svolta a Sarnico (BG) il 30 novembre scorso.
Nell'ambito del neonato festival, che diventerà un appuntamento annuale, sono sono state selezionate, per la fase finale, 8 opere nell'ambito delle 40 pervenute.

Queste le giurie selezionatrici ed i premi assegnati:

LE GIURIE:

La giuria ufficiale

1. Alberto Valtellina / Angelo Signorelli (Lab80)
2. Eugenio Torrese (Agenzia per l’integrazione)
3. Angelo Bellini (Comunità Montana)
4. Moulay El Akkioui (coop. Interculturando)


La giuria degli agenti allo sviluppo interculturale

1. Samba Niang (Senegal)
2. Singh Kulwinder (India)
3. Carla Casati (Italia)
4. Mehjouba Brik (Marocco)
5. Said Sabri (Marocco)
6. Mohamed Maltof (Marocco)
7. Elia Mohuatamid (Marocco)
8. Sara Spatti (Italia)
9. Belhouari Khalid (Marocco)


I PREMI

Primo Premio pari a Euro 1.000,00 al miglior cortometraggio:
“Tra il bianco e il nero” di Guillermo Ibanez:

Motivazione: L’autore, Guillermo J. Ibanez, attraverso il racconto dell’esperienza diretta di immigrati, fa emergere un aspetto della convivenza fino ad oggi poco esplorato: il colore della pelle. E’ una differenza che gli immigrati avvertono sia nelle relazioni a distanza che in quelle ravvicinate. E’ una differenza che in alcune realtà sociali rafforza le discriminazioni subite e rende più difficoltoso percorrere le strade delle integrazioni possibili. La leggerezza e l’ironia che l’autore adotta nel lavoro non rende meno pesante questa differenza, ma offre uno strumento in più per denunciarla.


Premio Speciale pari a Euro 500,00 intitolato alla memoria del collega Saad Zaghloul:
“Sahara andata e ritorno” di Andrea Segre

Motivazione:
l’opera si concentra su un aspetto poco visto e raccontato, soprattutto dai mass media, cioè il viaggio che molti africani compiono prima di sbarcare in Italia e le relazioni che si creano tra loro, appartenenti a popoli e stati diversi. Inoltre l’opera colpisce anche dal punto di vista tecnico per la maturità dell’autore.


Targa “L’eco di Bergamo - BergaMondo” alla miglior opera “bergamasca”
“Si trova in uno strano stato il cuore” del Gruppo “Tracce”, con la prof.ssa Sala e il sig. Rota

Motivazione: Una giovane pakistana vede il suo sogno trasformarsi in realtà,ma è un sogno fatto di ambienti, persone, istituzioni ed immagini del Paese dove ora vive con la famiglia. Diventare guida museale per visitatori, italiani e stranieri, a partire dai suoi connazionali, uomini e donne. Il sogno: una spinta a vivere con progetti e voglia di realizzare. Una molla in più per l’integrazione e qui ha trovato le condizioni per viverla.
Alla scuola che ha realizzato con la collaborazione di studenti, insegnanti ed esperti va il riconoscimento.

Condividi questa pagina