Gruppo di famiglia in un interno (1974)

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"Appena finite le riprese di Ludwig (1972), Visconti viene colpito da trombosi, malattia che gli paralizza una gamba ed un braccio, costringendolo ad abbandonare per un po’ il cinema. Finita la convalescenza, il regista decide di girare un film, e dietro suggerimento dello sceneggiatore Enrico Medioli, comincia a lavorare al film Gruppo di famiglia in un interno, siamo nel 1974.
E’ lo sceneggiatore ha suggerire il soggetto del film, infatti, Medioli abita in un appartamento di Roma posto su due piani, che lui ha arredato in modo completamente opposto: l’uno moderno e l’altro antico.
Inoltre, il film s’ispira molto allo scrittore Mario Praz sia per la figura del professore molto simile all’autore, ma anche per il suo modo di raccontare l’Arte attraverso i suoi libri, come in Scene di conversazione. Infatti, Praz aveva uno stile di vita molto simile a quello del protagonista del film: un uomo che vive in solitudine in un antico palazzo romano pieno di quadri, raffiguranti ritratti di gruppi familiari, di cui è collezionista.
Ma un giorno la signora Bianca Brumonti riesce convincerlo, con l’inganno, ad affittare l’appartamento del piano di sopra, per poterlo regalare al suo giovane amante Konrad.
Il professore rimane inizialmente sconcertato dalla volgarità dei suoi inquilini, Lietta (figlia di Bianca), Stefano (fidanzato di Lietta) e Konrad, e poi, in seguito si ritrova ad esserne incuriosito. Inoltre, il professore comincia a legarsi soprattutto a Konrad, scoprendo che oltre ad essere invischiato in loschi traffici, è anche un uomo con un passato di studi e di attività politica.
Ben presto gli inquilini tornano ad essere volgari ed irritanti, il professore cerca di non vederli più, ma si accorge di essere solo. Allora li invita a cena per una riconciliazione, ma si scatena uno scontro dove Konrad rivela di aver denunciato il marito di Bianca. Poco dopo il giovane viene trovato morto."

di Alina Pirilli [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

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