Manifesto che passione!

Parla uno dei più grandi collezionisti d’Europa: Nicola Gargano

Alla domanda “come è iniziata la sua grande passione per il manifesto cinematografico?”, Nicola Gargano risponde con un sorriso soddisfatto dipinto sulle labbra: “Una mattina, con un amico, passeggiavo verso la campagna” - una di quelle campagne di cui è ricca la sua terra, un paesino dell’entroterra barese, in Puglia, Grumo Appula, - “passando davanti al cinema mi accorsi che la bacheca era aperta, mancava la rete di protezione per le affiche cinematografiche. Pensai che bello questo manifesto e lo presi”. Fu così che Gargano iniziò la sua fantastica collezione, con un piccolo furto portò via, infatti, la fotobusta del film Giovanna D’Arco di Victor Fleming. Correva l’anno 1949, quando il noto collezionista Nicola Gargano, folgorato forse dalla bellezza austera di Ingrid Bergman, protagonista del suddetto film, inizia la collezione che lo ha accompagnato per tutta la vita e reso noto non solo in l’Europa, ma anche Oltreoceano, a New York dove si sono avvalsi della sua collaborazione per allestire una mostra all’interno della Metro Goldwyn Mayer. Il Nostro nasce nel 1936, di professione è orologiaio, ma le vere soddisfazioni della vita, quelle che lo facevano ritornare a casa con il sorriso sulle labbra, le raccoglie dalla sua passione, dal suo “hobby”, come lui stesso lo definisce, quello di impossessarsi dei manifesti del cinema. Un mix di sensazioni e umori, un sogno infinito capace di “contenere ricordi e rispolverare emozioni sopite ma mai dimenticate”. Oggi, all’età d 71 anni, quando parla dei “suoi” film traspare dagli occhi di Gargano tutto l’amore per il cinema, la passione vera, forte per quella sala buia, il batticuore e il brivido nel riconoscere i suoi miti e i film, come quelli western, di cappa e spada, di avventura, di azione, che lo hanno accompagnato negli anni più belli della vita.

Una raccolta di manifesti curata con precisione, attenzione e meticolosità: pezzi unici, rarissimi avuti magari dagli stessi gestori dei cinema, che quando dovevano ristrutturare il locale o cambiare amministrazione spesso non sapevano a chi lasciare tutto il materiale pubblicitario e il signor Nicola era ben lieto di prenderlo, “raccattare” tutto e farne bella mostra incorniciandolo e appendendolo sulle pareti di casa sua. Gargano spiega orgoglioso di aver preso tutto della pubblicità di un film, dalle locandine, cioè i formati più piccoli dei manifesti che si distribuivano a bar e sale da barba, alle fotobuste, i disegni delle scene chiave del film che si affiggevano nel cinema accanto al vero e proprio manifesto e che si poteva presentare in vari formati: mezzo foglio (50- 70), un foglio (70- 100), due fogli (100- 140), quattro fogli (140- 200), fino ad arrivare agli otto fogli visibili sui muri delle città. Anche le buste conserva gelosamente nella sua cantina, quelle cioè che contenevano 10, 12 soggetti del film e spesso la trama scritta sul retro.

Sono entrata nella sua casa ed ho avuto come l’impressione di varcare la soglia di un museo dove il manifesto regna sovrano: il soggiorno, lo scantinato, il corridoio e l’androne sono davvero invasi da manifesti cinematografici.
Nel soggiorno dominano due kolossal del muto: il Christus del 1916 diretto da Giulio Antamoro, di 2 metri per 1,40 sul quale si può notare il bollo da 20 centesimi e il marchio della casa distributrice sul collo della Madonna. La raffigurazione è interamente disegnata con carboncino su cartapecora1, di notevole bellezza scenografica, una vera rarità (forse l’unica copia in Italia) e anche gli attori sono di alto rilievo artistico come la protagonista Leda Gys. Un San Francesco D’Assisi, girato poco prima del declino del cinema muto, nel 1918, della stessa grandezza del primo, dai colori raffinati è posizionato di fronte alla porta d’ingresso.
Entrambe le affissioni le ottenne grazie alla trasmissione Portobello, condotto da Enzo Tortora, alla quale partecipò nel 1983, che gli permise di entrare in contatto con altri collezionisti e di incrementare considerevolmente il numero dei suoi pezzi. Lui stesso racconta che a seguito di quella trasmissione televisiva, venne contattato da un signore di Conversano, sempre in provincia di Bari, che possedeva questi due manifesti e voleva cederglieli. Gargano accettò subito d’impulso, ma temendo di non poter riuscire a pagarli ebbe premura di portare con sé uno dei suoi più belli orologi. Quando Nicola vide i due manifesti aperti sul pavimento, date le proporzioni, gli si “accapponò la pelle, non riusciva a capacitarsi di quello che aveva davanti agli occhi, cresceva la paura dell’ingente cifra che gli sarebbe stata chiesta e dell’impossibilità dell’acquisto”. Il generosissimo signore di Conversano non voleva denaro in cambio, ma solo cura e attenzioni per due pezzi da museo ai quali restituire la loro preziosità e la magniloquenza. In gesto di profonda gratitudine Gargano donò, comunque, a sua volta l’orologio all’uomo. La sua preziosa collezione si era arricchita di altri due fantastici pezzi.
Una Hollywood di carta in quel di Grumo, un tesoro che ha la sua affascinante storia, film ingessati bloccati e chiusi in una cornice. Humphrey Bogart sembra essere il tormentone della collezione Gargano, un grandissimo mito che lui adora e del quale possiede, con assoluta gelosia, addirittura, un posacenere del film Damasco 25 del 1951 che ne raffigura la locandina. Un collezionista nato, un uomo che di indole conserva, cataloga e custodisce come ritrovamenti archeologici, tutti gli oggetti di un passato in estinzione: nel salotto su alcuni scaffali, il sig. Nicola serba con cura, ordinati per annate, tutti i dischi delle edizioni del Festival di Sanremo dal 1951 in edizione 78 giri. Più in alto in bella mostra anche il suo amore per i fumetti: Tex, Tom Mix, Capitan Miki che riportano sulla copertina il costo, 15 e 20 lire.

Il fiore all’occhiello del nostro grande collezionista è indubbiamente la collezione dei manifesti cinematografici, di dimensione notevole: circa 40000 pezzi fino agli anni ’90, pezzi rari, unici, introvabili se non in casa Gargano! Ciò rende il collezionista davvero molto richiesto. E’ praticamente impossibile, per chi sta organizzando una mostra sul cinema, non rivolgersi a lui e non tener conto del suo materiale. Per questo motivo il signor Nicola è riuscito ad instaurare stretti rapporti di collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino dove ha fatto pervenire vari manifesti tra cui il più importante è quello di San Francesco D’Assisi ad 8 fogli e con la Regione Puglia. Quest’ultima ha acquistato da Nicola circa 25000 pezzi per la creazione di una Mediateca e per l’organizzazione di mostre: nel 1982 e ’84 quelle della quarta rassegna nazionale sulle esperienze cinetelevisive nel Mezzogiorno, nel 1985 l’Expoarte, nel 1994 la mostra itinerante a Grumo Appula. Nel 1998, nella sala Odisseo dello Stadio della Vittoria di Bari, l’Assessorato alla Promozione Culturale della Regione Puglia in collaborazione con il Comune e la Mediateca, diretta dal dottore Alfonso Marrese, ha organizzato una mostra per il cinema dagli anni ’40 ai ’70 inaugurata dalla famosa attrice Florinda Bolkan, interprete tra gli altri, del film “Metti una sera a cena” commedia degli anni ’60 di Giuseppe Patroni Griffi. Alla mostra hanno preso parte molti critici cinematografici e personalità del mondo dello spettacolo tra cui la figlia del celeberrimo Totò, la principessa Liliana De Curtis. In questa occasione è stata esposta la collezione Gargano. La mostra ha avuto un largo consenso in tutta la città e un bilancio positivo, con la speranza di poter avvicinare i giovani in modo diverso e intelligente al mondo del cinema e delle arti grafiche permettendogli di riflettere con le immagini e non solo sulle immagini.

Numerose le mostre cinematografiche alle quali Gargano ha partecipato, la più importante è quella preparata per Silvano Campeggi, in arte Nano, nel 1988 a Firenze a seguito della quale Silvano Campeggi gli invia una lettera di ringraziamento dichiarando di “allinearsi tra i suoi ammiratori” e gli porge un regalo, il ritratto autografo di Paul Newman e Marilyn Monroe che Gargano orgogliosamente espone accanto al Casablanca del 1942 con Humphrey Bogart ed Ingrid Bergman nell’ ingresso del suo appartamento. Altre mostre, che vedono partecipare il nostro collezionista sono quelle di Spoleto, di Parigi, di Nettuno dove egli ha allestito per cinque anni mostre sui poster di film americani (1990, 1992), su quelli di film italiani (1991, 1993) e l’ultima nel 1994 sul cinema a confronto: Cinecittà - Hollywood.
Gargano possiede una vera ricchezza: a parte il valore materiale (il manifesto del Christus vale da solo alcune migliaia di euro) è da considerare che attraverso questa collezione è possibile ricostruire la storia del cinema e quella della società, dall’organizzazione della distribuzione dei films, all’evolversi delle tecniche di realizzazione dei manifesti, dei temi proposti dai registi e del gusto del pubblico.
«Rubare il manifesto, chiederlo in prestito e non restituirlo, convincere il gestore a conservare uno tutto per te “si anche quelli piccoli per favore”: era un rito strabico, gestito dall’incoscienza della passione. Impossessarsi del cinema»


Note:

1. Particolare tipo di carta in pelle di pecora detta anche pergamena.

di Angela Ylenia Pasqualicchio [Visita la sua tesi »]

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