Ricordando Vittorio Martinelli

E' morto lo storico che ha fatto riscoprire il cinema muto

E’ morto nella notte tra il 7 e l’8 aprile Vittorio Martinelli, storico del Cinema e, da anni, stretto collaboratore della Cineteca di Bologna e delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il commosso ricordo di Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, e dei responsabili della Cineteca del Friuli:

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Vittorio Martinelli è mancato questa notte a Bologna. La Cineteca di Bologna, costernata dall’improvvisa scomparsa di un amico e di un preziosissimo collaboratore, piange la scomparsa di una personalità autorevole della comunità scientifica internazionale per la ricerca storica del cinema. Piange una delle anime del festival Il Cinema Ritrovato (Martinelli stava lavorando ad una sezione dedicata al personaggio di Za la Mort proprio per l’edizione 2008) e lo studioso grazie al quale il cinema muto non è più un oggetto misterioso per merito del suo lavoro, quasi pioneristico, alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone e al festival bolognese sin dalle sue prime edizioni.
Vittorio Martinelli, che era nato a Napoli nel 1926, aveva recentemente trasferito il proprio archivio alla biblioteca ‘Renzo Renzi’ della Cineteca di Bologna.

Il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli così lo ricorda:

«Ci sono tanti modi di vivere il cinema. Alcuni ne fanno una professione, realizzano film in qualità di registi, attori, sceneggiatori, altri lo guardano sperando di esserne incantati e portati più vicini o più lontani dalla propria vita; altri ancora lo studiano per trarne teorie da vendere sul mercato intellettuale. E poi ci sono quelli che, davanti al caotico e inafferrabile universo dei film realizzati fin dall’inizio della storia del cinema, subiscono la provocazione del non saputo, la seduzione dello smisurato e reagiscono con il desiderio di conoscere e sistematizzare. Questo è il tipo Vittorio Martinelli, che credo abbia vissuto una vera storia d’amore prepotentemente sbocciata dalla seduzione della conoscenza. L’opera di Martinelli va intesa come un travail d’amour: ridare volto a tanti volti, data e titolo a tanti film, raccontare vite, vicende, storie buffe o crudeli dell’universo del cinema, cioè aver ridato realtà al passato. Martinelli ha fatto un altro mestiere, non è stato uno storico del cinema di professione, ma per piacere. Però tanti sono gli amaterurs, ma di Martinelli ce n’è uno solo. Combinazione unica di amateur/raconteur dotato di una memoria eccezionalmente prodiga e di un rigore sistematico. Oggi Internet è una fonte primaria d’informazione. Molto prima della rete Martinelli ha dato vita ad un sistema di conoscenza che tendeva alla completezza (era lui il motore di ricerca), ha prodotto tanti libri, tante liste, tanta informazione che altrimenti si sarebbe perduta e che – oggi- sarebbe introvabile. Tutto questo lavoro rimarrà come un monumento della storiografia del cinema del Novecento; ma per quanti lo hanno frequentato –e noi abbiamo avuto questa fortuna- quello che conta di più è la straordinaria personalità e vitalità di Vittorio, che ci mancheranno moltissimo».

La Cineteca di Bologna


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Vittorio Martinelli non c’è più. Il suo “cuor d’oro” lo ha tradito la notte scorsa, all’ospedale di Bologna dov’era entrato poche ore prima per accertamenti. “La morte di Vittorio è una tragica perdita per la comunità degli storici del cinema e per le Giornate del Cinema Muto in particolare”, è stato il primo commento del direttore David Robinson. “Era una di quelle persone che nessuno, veramente nessuno, potrà rimpiazzare. A noi che abbiamo avuto la fortuna di godere della sua amicizia e dei suoi consigli per tanto tempo, mancherà moltissimo.” Per il festival pordenonese (che ha frequentato fin dalla prima edizione del 1982) ha curato rassegne, con relativo libro, su Genina (assieme a Sergio Grmek Germani) e su Roberto Roberti (assieme a Aldo Bernardini), e nel corso degli anni sono stati pubblicati suoi saggi sul cinema di Weimar, su D'Annunzio, sulle dive del cinema italiano e su Giovanni Vitrotti sulla rivista della Cineteca del Friuli Griffithiana. Nel 1988 ha intervistato - sempre per Griffithiana - Vera Vergani. Con Mario Quargnolo è stato inoltre autore di Maciste & Co (1980) il primo libro pubblicato dalla Cineteca del Friuli, per la quale ha poi scritto la trilogia Cuor d'oro e muscoli d'acciaio, il cinema francese degli anni Venti e la critica italiana (2000); Dal dott. Calligari a Lola-Lola, il cinema tedesco degli anni Venti e la critica italiana (2001) e il monumentale L'eterna invasione, il cinema americano degli anni Venti e la critica italiana (2002).

Fondamentale è stata la sua opera filmografica sul cinema muto italiano firmata con Bernardini per le Edizioni Bianco & Nero del Centro Sperimentale di Cinematografia. Particolarmente ricchi, anche dal punto di vista iconografico, i volumi sulla Titanus e su Leda Gys. Altrettanto importanti le ricerche e i ritrovamenti nelle cineteche di tutto il mondo, di film perduti, non solo italiani e successivamente restaurati dalla Cineteca di Bologna e presentati al Cinema Ritrovato, alle Giornate e in altri festival.
Per il suo enorme contributo alla storia del cinema, nel 1992 le Giornate gli avevano assegnato, insieme ad Aldo Bernardini, il Premio Jean Mitry.
Risale a poche settimane fa l’ultima proposta di Martinelli alle Giornate (a cui rimproverava, benevolmente, di non occuparsi a sufficienza del cinema italiano), arrivata via lettera al presidente Livio Jacob: presentare alcuni film muti italiani restaurati e disponibili nelle cineteche di Montevideo, Losanna, Praga, Città del Messico, Madrid, e mai visti nel nostro paese. I titoli: Marthù che ha visto il diavolo di Mario Almirante, La fanciulla di Rimini di Mario Volpe, Frate Francesco di Giulio Antamoro, Un dramma in wagon-lit con Luciano Albertini, Il figlio di Madame Sans-Gene di Baldassarre Negroni con Hesperia, La fanciulla, il poeta e la laguna di Carmine Gallone e alcune pellicole con "l'adorata Pina Menichelli" presenti nella Filmoteca Española. E saranno proprio questi i film con i quali le Giornate del Cinema Muto onoreranno il prossimo ottobre il lavoro di Martinelli.

Le Giornate del Cinema Muto/ La Cineteca del Friuli

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