Slow Food on Film: i vincitori

I edizione - Bologna, 7-11 maggio 2008

Giorgio Diritti con Il vento fa il suo giro (Italia, 2005), vince il premio Best Food Feature, una delle sezioni di Slow Food on Film, il festival voluto da Cineteca di Bologna e Slow Food che oggi, nella sua giornata conclusiva, ha proclamato i vincitori delle sezioni competitive.

La Food & Film Academy ha conferito il premio a Il vento fa il suo giro per essere “un piccolo film indipendente, che ha saputo conquistare il pubblico con un passaparola costante, contando solo sulla genuina riuscita di un’idea felicemente, autenticamente slow”. Ancora un riconoscimento dunque per Diritti e il suo film in occitano, un vero prodotto in controtendenza che continua a mietere successi presso un pubblico attento e curioso.

Questi gli altri vincitori della I edizione di Slow Food on Film:

DOCS COMPETITION

(Giuria: Carlo Mazzacurati, Alice Waters, Dieter Kosslick, Licia Granello, Pierre Rissient)
Premio: Chiocciola d’oro

THE PRICE OF SUGAR/Il prezzo dello zucchero
di Bill Haney (USA/2007, dvcpro, 90’, col., digibeta)
Regia Bill Haney, Sceneggiatura Bill Haney, Peter Rhodes, Fotografia Jerry Risius, Eric Cochran, Montaggio Peter Rhodes, Musica Claudio Ragazzi, Suono John Osborne, Interpreti Father Christopher Hartley; Narrated By Paul Newman, Produttore Bill Haney And Eric Grunebaum, Produzione Uncommon Productions, Distribuzione Louise Rosen

Nella Repubblica Dominicana i turisti si accalcano su spiagge immacolate senza immaginare che, a poche miglia di distanza, migliaia di Haitiani espropriati delle loro terre, scortati da guardie armate, stanno raccogliendo la canna da zucchero, molta della quale finisce nelle cucine americane. Lavorano con orari disumani e spesso senza una sistemazione decente, né acqua potabile, o elettricità, tanto meno senza assistenza sanitaria. La voce di Paul Newman racconta in The price of sugar il difficile lavoro di Padre Christopher Hartley, un carismatico prete spagnolo, per la difesa dei diritti fondamentali di alcune delle persone più povere dell’emisfero. Qual è il costo umano dietro ai prodotti che consumiamo?

Motivazione
La giuria assegna la Chiocciola d’oro per il miglior documentario a THE PRICE OF SUGAR, di Bill Haney. Il film testimonia lo sfruttamento dei lavoratori haitiani nelle piantagioni dominicane di canna da zucchero e dimostra come la schiavitù sia ancora una drammatica realtà. Il premio inoltre vuole essere l’occasione di una denuncia: Padre Christopher Harley, leader della protesta dei contadini e protagonista del film, è stato purtroppo rimosso dal Vaticano e trasferito in Etiopia, privando i contadini di Haiti del suo prezioso aiuto.

Menzioni d’onore a CRY SEA/Un mare di lacrime di Cafi Mohamud e Luca Cusani (Italia, 2007, MiniDV, 55’, col.) "perché è un film che riesce a conciliare l’urgenza di una denuncia necessaria con una grande qualità cinematografica" e a SADOT ADUMIM - Strawberry Fields/Campi di fragole di Ayelet Heller (Israel, 2006, DVcam, 60’,col.) "per essere una storia toccante che ha regalato al festival immagini forti e sconvolgenti, che restituiscono la verità di una terra segnata dal dolore".

DOCS COMPETITION UNDER 35’

(Giuria: Stefan Gates, Piero Sardo, Alessandro Signetto, Gian Vittorio Baldi)
Premio: Chiocciola d’oro

SILENT SNOW/Neve silenziosa (Olanda/2007, hdv, 14’, col., digibeta),
Regia, sceneggiatura, fotografia
Jan Van Den Berg, Montaggio/Editing: Boris Everts, Musica/Music: Bart Jilesen, Suono Jillis Schriel, Interpreti Pipaluk Hammeken, Sarah Lyberth, Produttore Jan Van Den Berg, Produzione Drsfilm, Distribuzione Rntv Wereld Omroep

Oltre al surriscaldamento globale, c’è anche un altro pericolo che incombe sull’Artico. Pericolosi pesticidi da tutto il mondo raggiungono il polo, portati da venti e onde, avvelenando persone ed animali. Due ragazze nel Nord del Greenland stanno viaggiando verso un villaggio che sta scomparendo, dove ancora un abitante è in vita. Sullo sfondo di un paesaggio che va sciogliendosi, discutono dell’inquinamento, che non sta soltanto cambiando drammaticamente le loro esistenza, bensì minacciando il mondo intero.

Motivazione
La giuria assegna la chiocciola d’oro per il miglior documentario breve a SILENT SNOW di Jan Van Der Berg: un film di immagini fortemente suggestive che, attraverso una piccola, delicata e non sentimentale storia di due ragazze, fa emergere con forza i rischi ambientali che corrono anche terre apparentemente più isolate e immuni.

Menzione a IL POETA DELLA GRAPPA di Stefano Scarafia (Italia, 2006, DVcam, 10’, col. perché "ci racconta uno straordinario personaggio di Langa, Romano Levi, “grappaiolo angelico”, come lo definiva Veronelli. Con questa menzione la giuria vuole ricordare la figura di Romano, scomparso pochi giorni prima del festival").

SHORTS COMPETITION

(Giuria: Antonio Attorre, Clodagh McKenna, Giorgio Diritti)
Premio: Chiocciola d’oro

LO QUE TRAE LA LLUVIA/ Quando arriva la pioggia/Along Came the Rain
(Cile/2006, 35mm, 14’, col., Dvcam) anteprima italiana
Regia
Alejandro Fernández Almendras, Sceneggiatura Alejandro Fernández Almendras, Fotografia Inti Briones, Montaggio Alejandro Fernández Almendras, Suono Pablo Pinochet, Matías Urrutia, María Elisa Canobra, Interpreti Olga Muñoz, Antonio Guajardo, Chamila Rodríguez, Rosa Navarrete, Produttore Eduardo Villalobos, Alejandro Fernández Almendras
Produzione Fernandez Film, Distribuzione Fernandez Film

Un giorno in campagna. Il vecchio contadino ripulisce dal fango il ruscello mentre sua moglie fa il formaggio da vendere ai bordi della strada. Il tempo sembra essersi fermato, finché il loro nipote decide di far visita alla loro remota fattoria. Improvvisamente ecco che arrivano Coca Cola, biscotti e televisione. Ultime impressioni di una vita di lotte che potrebbe non sopravvivere ancora per molto…

Motivazione
Il film LO QUE TRAE LA LLUVIA è stato scelto all’unanimità per lo sguardo essenziale, leggero ed efficace con cui allude al conflitto tra cultura locale e stili di vita omologati. Con una semplicità frutto di uno stile ben calibrato interpreta perfettamente lo stile slow.

Menzioni a
MAMMAL/Mammiferodi Astrid Rieger (Germania, 2007, DVCPRO, 7’25’’, col.)
per ), e a MARIE SPAPEN la protagonista di Alice ou la vie noir et blanc .

PREMIO OFFICINEMA. LA BOTTEGA DEI MESTIERI
(Giuria: allievi del corso Officinema. La Bottega dei Mestieri)

EL CASTIGO La punizione / The Punishment
Spagna/2006, 35mm, 17’, col.
Un bambino viene messo in punizione dal padre perché si rifiuta di mangiare un pezzo di fegato con la cipolla. Il tempo impiegato per finire di mangiare, diventa simbolo del passaggio dall’infanzia all’adolescenza.
Regia: Isabel Sguavives; sceneggiatura: Iabel Aguavives; fotografia: Javier Bilbao; montaggio: José Manuel Jiménez; musica: José Villalobos; suono: Aitor Fernández; interpreti: Tristán Ulloa, Iván Martí, Jesús Extremo, Pablo Casablanc, Chusa Barbero; produttore: Rafael Alvarez; produzione: El Medano Producciones

PREMIO FACOLTÀ DI AGRARIA
(Giuria: allievi della Facoltà di Agraria)

CRY SEA
un mare di lacrime
Italia/2007, minidv, 55’, col.
Regia
: Cafi Mohamud, Luca Cusani; sceneggiatura: Cafi Mohamud, Luca Cusani; fotografia: Cafi Mohamud; montaggio: Cafi Mohamud, Luca Cusani; musica: Mauro Magnani; suono: Mauro Magnani; produttore: Noone Medialab; produzione: Noone Medialab; distribuzione: Journeyman

In Senegal cinquecento navi europee iper-tecnologiche solcano le acque nazionali pescando gigantesche quantità di pesce per il mercato europeo; contemporaneamente quindicimila piroghe provano ogni giorno a prendere quello che rimane, e con questo a nutrire 600.000 persone. I pescatori senegalesi per la ricerca del pesce si basano sull’osservazione dei movimenti dell’acqua, sul riflesso della luna sulle scaglie e sull’uso di speciali amuleti ricevuti dalle guide spirituali dei loro villaggi. Gli esperti affermano che nel giro di dieci anni non ci sarà più pesce nelle acque del Senegal, e sarà una tragedia.

Motivazione
Per i due modi diversi di raccontare la realtà. Da un lato i pescatori senegalesi che vivono il mare come "semplice" fonte di vita affidandosi alla guida degli sciamani, e dall’altro i pescatori europei che vedono il mare solo come risorsa da saccheggiare, guidati dalla tecnologia e dalla burocrazia comunitaria.

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