Filoteo Alberini, l’inventore del cinema

Giovanna Lombardi – Edizioni Arduino Sacco (2008)

Autore: Giovanna Lombardi
Edizioni: Arduino Sacco
Pagine: 205
Prezzo: € 18,00
ISBN: 978 88 6354 045 1

Da più di un secolo quando si pensa alla nascita del cinema la mente corre subito ai fratelli Lumière, al loro cinématographe e alla proiezione de "L’arrivée d’un train" avvenuta il 28 dicembre 1895 a Parigi.
Ma la storia non è così semplice.
In contemporanea ai Lumière in Italia si stava muovendo un certo Filoteo Alberini, un semplice impiegato al catasto di Firenze, che, già nell’autunno del 1894, aveva costruito il suo kinetografo. Ma prima di brevettarlo in Italia, Alberini si è recato a Lione dai già famosi fotografi Lumière per mostrar loro la sua fantastica invenzione..

Questo libro costituisce una biografia dettagliata di Alberini, ricca di foto e documenti.
Oltre a ricostruire la vicenda dell’invenzione del cinema, l’autrice rende merito al pioniere di aver lasciato un segno importante nella storia del cinema italiano: è stato il primo in Italia a costruire una macchina da presa, ha aperto la prima sala cinematografica e la prima casa di produzione (dalla quale poi si è sviluppata Cinecittà), ha realizzato il primo "lungometraggio" con il quale comincia la storia del cinema italiano, ovvero "La presa di Roma" del 1905.

Nel 2007, sulla scia delle ricerche per questo libro, si sono festeggiati a Orte i 70 anni dalla morte di Alberini con la prima edizione di un festival a lui dedicato.
Nel maggio del 2008, in occasione della seconda edizione del festival, l’autrice presenterà il suo libro.

Attualmente l’autrice sta lavorando anche alla sceneggiatura di un film sulla vita di Alberini.

Tale lavoro ha un doppio intento:
1) far conoscere un importante personaggio del cinema italiano e mondiale, a torto emarginato e non approfondito dagli stessi studiosi della materia;
2) rendere noto il percorso umano di un uomo non ricco e non conosciuto (a differenza dei fratelli Lumière) che si è appassionato in modo viscerale al cinema e gli ha dedicato tutta la vita con intraprendenza e ostinazione, nonostante gli imprevisti e le innumerevoli difficoltà, nonostante l’ arretratezza culturale e la mentalità ottusa di un Italia dei primi del Novecento che ci ricorda tragicamente quella attuale.

Nota biografica su Filoteo Alberini

Filoteo Alberini nasce a Orte il 14 marzo 1867. Fin da ragazzo si appassiona alla fotografia grazie all’apprendistato con un fotografo ambulante. Dopo aver frequentato a Roma varie scuole ed accademie senza essersi mai diplomato, parte per il fare il servizio militare a Pavia. E’ qui che il comandante si rende conto della sua straordinaria abilità nel fare le fotografie e decide di impiegarlo nel Genio Militare. Quando si congeda, nel 1891, ottiene subito un lavoro nel reparto fototecnico dell’Istituto Geografico Militare Firenze, dove vince persino una medaglia d’oro per una sua invenzione che facilita la riproduzione fotozincografica delle mappe.
Ma è un’ episodio del 1894 che cambia la sua vita.
In un giorno d’autunno il giovane Alberini passa sotto i portici di Piazza Vittorio Emanuele a Firenze (oggi Piazza della Repubblica) e si imbatte in una vetrina che mostra il kinetoscopio Edison. Entrato nel negozio, osserva da vicino questa grande scatola all’interno della quale, girando una manovella, si possono vedere delle immagini in movimento. Vorrebbe aprirla per capire come funziona, ma il proprietario del negozio glielo vieta. Tornato a casa, decide di costruire lui stesso una simile diavoleria, ma con la possibilità di proiettare le immagini in pubblico. Nel giro di due mesi inventa il suo kinetografo, una macchina che può riprendere le immagini e poi proiettarle su uno schermo. Eccitato e desideroso di confrontarsi con altri studiosi, Alberini va subito in Francia a mostrare i suoi disegni ai Lumière, all’epoca già ricchi e famosi grazie alla vendita di quindici milioni delle loro lastre fotografiche “etichetta blu”. Ma, evidentemente, qualcosa va storto.. Dopo qualche mese i Lumière passano alla storia per aver inventato il cinematografo, mentre Alberini, tornato in Italia, brevetta il suo kinetografo solo a fine 1895 e non se ne sentirà mai parlare.
Cosa è successo? Sembra proprio che i Lumière abbiano sfruttato gli studi del pioniere italiano per perfezionare il loro cinematografo, come emerge dai documenti ritrovati dall’autrice..
Tuttavia Alberini, che nutre una tenace e intensa ossessione per il cinema, non si arrende. Apre la prima sala cinematografica italiana a Firenze e poi, trasferitosi a Roma, replica con il primo cinema della capitale, il Moderno, tuttora in funzione in Piazza Esedra. Ma, soprattutto, segna l’inizio della storia del cinema italiano nel 1905, con la realizzazione del primo film a soggetto, La presa di Roma. Ed è proprio per realizzare questo che Alberini apre anche la prima casa di produzione italiana, l’Alberini & Santoni, che nel corso degli anni, dopo vari cambiamenti, si trasformerà in Cinecittà.
Senz’altro ciò che caratterizza Alberini è il suo continuo desiderio di innovare e inventare. Oltre al kinetografo realizza infatti il cinesigrafo a serie, il cineorologio, la cinepanoramica, e tante altre “diavolerie”.
Eppure, il grande entusiasmo per le sue invenzioni continuerà a rivelarsi fino alla fine un’arma a doppio taglio: così come ha parlato in tempi prematuri ai Lumière del suo kinetografo, molti anni dopo porterà negli Usa la sua cinepanoramica facendosi rubare l’idea dalla Fox.
Che dire? Ad Alberini interessavano forse i soldi e la celebrità? Sembra proprio di no.
Anche per questo è doveroso ricordarlo e ammirare in lui quella sincera passione per il cinema che nessun ostacolo ha potuto scoraggiare e che allo stesso tempo non ha ambito ad alcun riconoscimento fine a se stesso.

Nota sull’autrice:

Giovanna Lombardi è nata a Pistoia nel 1976. Dopo la laurea in Lettere, si è specializzata in sceneggiatura cinematografica e videogiornalismo.
La passione per il cinema e per la controinformazione l’hanno spinta ad illuminare quella zona d’ombra della storia del cinema italiano in cui per troppo tempo è stato relegato Filoteo Alberini.
Attualmente risiede a Milano, dove affianca all’attività di scrittrice quella di insegnante di lettere nelle scuole medie.

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