Riscoprire un autore: Sergio Citti

Cinema Trevi (Roma), 27 maggio - Presentazione del Volume di Maurizio De Benedictis

Riceviamo e volentieri pubblichiamo


Sergio Citti. Lo “straniero” del cinema italiano (Lithos editrice, 2008), curato da Maurizio De Benedictis, è uno strumento per un’introduzione ai punti essenziali della storia di un autore, scomparso da qualche anno.

Grande amico di Pier Paolo Pasolini, diviene consulente linguistico per il dialetto romanesco collaborando in quella veste sia a romanzi (Ragazzi di vita, Una vita violenta), sia a film (Accattone e Mamma Roma). Diventa ben presto aiuto regista, da La ricotta (1963) a I racconti di Canterbury (1972).

Il 1970 segna l’esordio alla regia di Sergio Citti con Ostia, un film profondamente pasoliniano (soggetto e sceneggiatura portano la firma di Pasolini), così come è strettamente legato alla sua poetica anche il successivo Storie scellerate (1973). La sua produzione – salvo rari casi – è abbastanza sconosciuta. L’interesse verso il suo cinema, se si eccettuano i pochi addetti ai lavori, è declinato col tramonto del cinema d’autore italiano, sommerso dall’attuale pochezza o nullaggine. Diventa pertanto utile, e necessaria, una pubblicazione dedicata alla sua figura di regista e di sceneggiatore per poterne capire meglio l’opera e la poetica.

Il volume contiene, tra l’altro, preziosi contributi di alcuni personaggi del mondo del cinema che hanno lavorato con lui. È diviso in tre parti: nella prima sono raccolti scritti e documenti riguardanti il suo lavoro come regista e come insostituibile collaboratore di Pasolini e la testimonianza diretta di un suo assistente con il quale ha collaborato alla stesura di varie sceneggiature, rimaste inedite e, in parte, riportate in questo volume. Nella seconda sezione sono pubblicate, invece, delle interviste ad attori e tecnici del cinema che hanno lavorato in alcuni suoi film. Infine, nell’ultima sezione, oltre ad una raccolta d’immagini significative dei film di Citti, appare una galleria fotografica sui luoghi dove Pasolini ha ambientato le scene dei suoi film, espressive locations dovute al talento e alla conoscenza di Citti.

ore 21.00
Incontro moderato da Maurizio De Benedictis con Carlo Croccolo, Ugo De Rossi, Anna Falchi, Virgilio Fantuzzi, Alessandro Haber, Marco Lodoli

a seguire
Storie scellerate (1973)
Regia: Sergio Citti; soggetto e sceneggiatura: S. Citti, Pier Paolo Pasolini; fotografia: Tonino Delli Colli; musica: Francesco De Masi; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Franco Citti, Ninetto Davoli, Nicoletta Machiavelli, Silvano Gatti, Enzo Petriglia, Sebastiano Soldati; origine: Italia/Francia; produzione: P.E.A., Les Productions Artistes Associés; durata: 97’
Esiste un legame fra Storie scellerate (1973), secondo film di Sergio Citti, il romanzo picaresco e in genere la tradizione realistica europea: il filo che li accomuna è l’assenza di preoccupazioni didascaliche e moraleggianti. I personaggi del film, infatti, appaiono ben poco dominati dalle esigenze morali, essendo portati per sopravvivere a compiere azioni riprovevoli. Gli episodi raccontati, ispirati in gran parte alle novelle del Bandello, mostrano da un lato il prevalere della nascente borghesia in cerca di successo, dall’altro il declino del mondo contadino e sottoproletario, a cui lo stesso Citti appartiene…

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