Scrittura e sguardo in "Al di là delle nuvole"

"A sceneggiatura finita Wenders la fa vedere agli Antonioni e ci sono subito alcune precise e decise obiezioni: niente bambini al museo Schifanoia, prima di Cronaca di un amore mai esistito, niente scena con ragazzini in moto, niente Clara (moglie di Carlo, nel terzo episodio) che scappa con i mobili su un camion vista dal regista, prima del terzo episodio. Antonioni non voleva alcun collegamento trasversale con le sue storie, i passaggi dovevano riferirsi per quanto possibile soltanto al regista e alle sue esperienze. Separazioni chiare nessun collegamento. L’interesse era volto a mantenere i quattro episodi conclusi in sé, Wenders invece vuole dare al film momenti di integrazione e commistione. La sua idea iniziale che le figure spettrali che emergono dalla nebbia non debbano essere riconducibili a un’epoca precisa e che per un po’ non si capisca se siamo all’inizio o alla fine del secolo ben si adatta alla “cronologia immaginaria” secondo cui verrà trattata Ferrara nelle parole dell’Antonioni narratore. Poi a metà del primo episodio la sceneggiatura prevedeva una parte raccontata. A Wenders sembra meno invadente presentare anche il personaggio Malkovich nello stesso luogo."

Michelangelo Antonioni e Wim Wenders: ''Al di là delle nuvole''. Due registi, due sguardi.

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