Struttura e interpretazione di "Alice nelle città"

"E’ già stato sottolineato precedentemente come il romanzo di Handke, "Breve lettera del lungo addio", sia valso a Wenders come fonte ispirativa, ciò significa che le due opere, pur divergendo nella vicenda, hanno un comune filo conduttore: quello della delusione americana, provata sia dal regista che dallo scrittore.
Il film appare diviso sostanzialmente in due parti: quella americana e quella europea. Nella prima parte è sottolineato lo spaesamento del protagonista, mentre nella seconda si nota il recupero del contatto con la realtà, grazie all’aiuto di Alice. Così nella parte americana siamo messi a conoscenza di un determinato stato d’animo, in quella europea assistiamo alla nascita di una nuova coscienza.
Questa divisione risulterebbe priva di originalità, se nelle due parti non si presentassero numerose dissolvenze che mettono in risalto l’idea scritta della divisione in capitoli.
Le dissolvenze designano spesso un salto sia temporale che spaziale limitato: a volte lo spostamento nello spazio è minimo, cambia soprattutto il punto di vista, e quello nel tempo si risolve in qualche ora."

Alice nelle città

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