Crocifissione, sangue e salvezza nel cinema di Scorsese

"Nonostante la protagonista della pellicola sia indiscutibilmente Bertha Thompson, il personaggio cui Scorsese conferisce maggior rilievo è quello di Big Bill Shelley, interpretato da David Carradine, rendendolo un eroico e incorruttibile sindacalista e un uomo votato (per sua scelta o per destino?) al sacrificio, di qui la metafora cristica.
Scorsese adatta, quindi, il materiale di cui dispone alla proprie convinzioni ideologiche e politiche (il regista parteggia apertamente per il “rivoluzionario bolscevico” e per la banda di rapinatori-emarginati) e alle proprie inquietudini metafisico-religiose.
Scorsese, calcando la mano sul conflitto fra passione politica e repressione xenofoba, crea una figura romantica di socialista buono inedita nella cultura cinematografica americana
ufficiale. Ma non solo: Big Bill, uomo votato al sacrificio per la “salvezza” degli operai oppressi, è un Cristo esaltato da prepotenti metafore.
La crocifissione, nella scena finale, è un'evidente spia (oltre che una limpida similitudine che intercorre tra il personaggio di Bill e la figura mitica di Gesù) dell'importanza che la religione cattolica e i suoi simboli hanno per il regista. Anche quando il tema dominante è così socio-politico e profondamente ideologico, e quindi apparentemente “laico”, Scorsese non rinuncia al suo tocco personale e a mettere in luce ciò che per lui è importante, come il suo profondo interesse per il sacro, intrecciando così due tematiche apparentemente inconciliabili: passione ideologico-politica e profonde ossessioni religiose-metafisiche."

Presenze cristologiche nel cinema di Martin Scorsese

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