Dal sud al nord. Strade e città di Milano in "Rocco e i suoi fratelli"

"Del maestro Visconti, un altro film interessante per lo studio del rapporto strada-città, è stato Rocco e i suoi fratelli (1960), in cui l'azione avviene in un'altra grande città italiana, Milano, presente sin dalle prime immagini del film.
Una città affascinante, che si lascia guardare nella notte, attraverso i finestrini; una città che abbaglia con le luci e le vetrine, durante il tragitto verso la casa del fratello. Arrivati in periferia si nota subito che la città è, in quelle zone, tutta un cantiere, il boom economico è già iniziato, e Milano è stata senza dubbio una delle città che maggiormente hanno risentito di ciò.
'M'interessava il problema dell'inurbamento, attraverso cui era possibile stabilire un contatto tra il Sud, pieno di miseria, e Milano, la modernamente progredita città del Nord (L. Visconti)'. Il contrasto era evidente, il nord era più progredito, mentre il sud restava legato alle tradizioni secolari.
Proprio come succedeva nella campagna, in cui si vedevano delle differenze tra i paesi del Nord, più attivi e con le strade che conducevano al di fuori del paese verso le zone periferiche delle città; e quelli del Sud, più isolati e restii alla modernizzazione, con le strade che sembravano isolarli ancora di più. '...Visconti trasferisce nel contesto milanese quel mondo di passioni primitive e titaniche, di mito e di epopea, quale il meridione era apparso ai suoi occhi attraverso la mediazione di Verga. E reinventa il paesaggio milanese quale appare agli occhi degli immigrati: estraneo, grigio, avvolto nella nebbia, illuminato da una luce velata e senza ombre. Il contrasto tra due opposti modelli di civiltà consente al regista di narrare la decadenza di un modello familiare atavico e tribale che i protagonisti, sotto diverse prospettive (l'ambizione per Rosaria, l'onore per Simone, la colpa per Rocco), concepiscono come un amalgama in cui si confondono i diritti e le responsabilità individuali: una struttura forte e soffocante come un pugno'.
Sembra quasi che alla grande città, in continua espansione, non servano più le antiche tradizioni, gli antichi valori, ma piuttosto interessa la manodopera, quella necessaria per il proprio ingrandimento: una città che cresce non ha tempo di guardare la sua gente."

Ricordi di un luogo: la strada nel cinema italiano dal 1943 al 1966

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