Identità dell'individuo postmoderno in "Fight Club"

"Il protagonista di Fight Club incarna la reazione schizofrenica tipica del personaggio postmoderno. Egli non è che un uomo comune, impiegato in un'agenzia di assicurazioni, con uno stipendio più che buono.
Tuttavia è incapace di adattarsi e trovare un senso alle regole che la società impone nella vita del cittadino: il mondo che lo circonda lo annoia, la sua vita sembra costellata di luoghi “effimeri e transitori”, come aeroporti e metropolitane, nei quali si trova circondato da persone che non conoscerà mai.
E' un uomo sostanzialmente insoddisfatto, che “consuma” l'esistenza sfogliando un catalogo dell'Ikea da cui ordina continuamente mobili, divani e ogni altro tipo di oggetto superfluo. Egli è come assediato nel suo appartamento «appeso a quella flebo di caffeina che è lo Starbucks, vero e proprio MacDonald di cappuccini ed espressi».
Trova una sorta di soluzione al suo malessere nell'adesione a gruppi di sostegno per malati terminali, all'interno dei quali assume di volta in volta un nome differente: il nome (sia quello proprio del protagonista, che non viene mai detto, sia quello finto utilizzato durante gli incontri) è una chiave di lettura per tutto il film, denuncia infatti la progressiva spersonalizzazione del personaggio, testimoniando come la società capitalista renda i propri abitanti delle pedine senza identità."

Identità scisse. Il personaggio nel cinema americano postmoderno.

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