Chronicle (Chronicle, 2012)

Questi sono anni ruggenti per i super eroi, non c’è dubbio! Siamo così abituati a vederli sul grande schermo, in 3d o 2d, che avvistarne uno camminare in mezzo alla strada o innervosirsi in una chevrolet nel traffico forse non ci stupirebbe troppo! Le nuove tecnologie sono certamente terreno fertile per loro che, abituati a starsene stampati tra pagine di fumetti, ora possono prendere “vita” e camminare, parlare frame by frame.
Dopo i vari Blade, Hulk, le ragnatele di Spider Man, le prodezze di Iron Man, il valore di Thor (e solo per citarne alcuni), ecco che i costumi lasciano il posto a t-shirt e jeans vestiti da adolescenti come il nostro compagno di banco. E cosa hanno in comune? Non certo vestiti, sesso ed età, ma bensì la “fortunata” condanna di aver ricevuto in dono dei poteri extrasensoriali.
Ora arriva Chronicle, film sceneggiato da Max Landis, figlio del celebre John, che ci fa intendere la verve acquisita dal padre. Chronicle è un film completamente differente dagli ormai comuni lungometraggi della Marvel Studios.
Un film che fa l’occhiolino ad Akira, capolavoro di Otomo, in più aspetti, come la legge del più forte, la superiorità della specie e i poteri esp a noi già comuni in film come Carrie, Fenomeni Paranormali incontrollabili (entrambi tratti da romanzi di King) e Scanner di Cronenberg.
La trama nella sua messa in scena si plasma perfettamente con varie tecniche di narrazione in voga al momento come il video amatoriale . Se in un film come The Blair Witch Project la camera era utilizzata per far paura rendendo manifesto il solo volto della malcapitata cronista, qui la mdp crea un legame confidenziale con lo spettatore che solo cosi può vedere ciò che una normale camera gli avrebbe tenuto celato.
Come Kaneda in Akira, Andrew in Chronicle è un ragazzino bistrattato, insicuro e senza amici, in un'età in cui si ha bisogno di continue conferme.
Questo spasmodico desiderio di far parte di qualcosa viene saziato, pur senza volerlo, durante una festa alla quale era stato invitato solo grazie alla conoscenza del cugino. Insieme a quest’ultimo e ad un altro ragazzo entra in contatto con una non ben chiara entità sotterranea racchiusa all’interno di una singolare buca nel terreno che cambia in maniera definitiva la vita dei ragazzi.
La discesa ci fa sprofondare in una dimensione inquietante, senza mostrarci nulla se non luci e movimenti accompagnati da fastidiosi effetti sonori. Ci risvegliamo insieme ai tre ragazzi in una tornata normalità dove sembra divertente avere qualche potere in più rispetto ai compagni.
Da questo momento in poi il film prende un'altra piega e quel potere capace di realizzare i più reconditi sogni, come volare o muovere le cose col solo pensiero, diventa sempre meno gestibile.
Andrew potrebbe finalmente essere parte di un gruppo, ma in realtà sente sempre più il bisogno di tornare ad essere un singolo, isolato dalla massa, ma questa volta perché superiore.
Seconda sceneggiatura per il già citato Max Landis, appena ventiseienne. Egli stesso in un'intervista ha dichiarato che verrà realizzato un sequel, come ci lascia intendere il finale del film.
Un lungometraggio assolutamente imperdibile che consiglio di vedere agli appassionati del genere che sicuramente delizierà; tutti quelli che non lo sono ne rimarranno affascinati.

di Francesca D'alisera [Leggi la sua biografia »] [Leggi i suoi articoli »]

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