Festival del Cinema d’Arte: i premi

VII Edizione - Bergamo, dal 18 al 26 luglio

Si è da poco concluso con successo il Festival Internazionale del Cinema d’Arte è giunto con successo alla conclusione della settima edizione.

Ai film premiati nei due concorsi – Cinema d’Arte e Sottoventi – è stato assegnato il Premio Le Mura d’Oro, una preziosa scultura realizzata dall’artista Antonino Rando.

Per il concorso “Sottoventi” - dedicato a opere a tema libero della durata massima di venti minuti - il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato da Davide Pulici, rappresentante di Giuria, a “Un hombre tranquilo”, prodotto da Nieto Jimenez. Lo spagnolo Arantzazu Gomez Bayon, con umorismo, traccia il ritratto di un quarantenne padre di famiglia sempre nervoso e agito.

Terzo classificato “Gehring kommt!” (Here comes Gehring!), del regista svizzero Marco Shippert, in rappresentanza del quale ha ritirato il Premio l’attore protagonista. A consegnare il riconoscimento Daniele Belotti, Presidente della Commissione Cultura della Regione Lombardia. La storia rappresentata ha un sapore grottesco e si ispira alla realtà di un uomo le cui decisioni non ponderate lo trascinano inevitabilmente all’autodistruzione. Secondo premiato della sezione il film “Het zusje” (My sister), di Marco van Geffen, purtroppo assente. Il regista olandese esprime il disagio e il tormento che affliggono una bambina, privata della propria spensieratezza a causa di una situazione famigliare disagiata.

Primo classificato “Student spoj” (Cold joint), del regista Miroslav Remo. Lo slovacco descrive la tragica realtà di una bambina di soli undici anni costretta a crescere in una realtà di disagio sociale e miseria.
Per il concorso “Cinema d’Arte”, riservato a film che eleggono protagonista l’arte in tutte le sue molteplici forme d’espressione, il Premio Speciale della Giuria è stato conferito a “Tataboom”, di Andrea Gambadoro. Protagonista è il movimento di una danzatrice, la cui energia sprigionata alimenta una serie di stimoli e di stati d’animo.

Il terzo posto è spettato alla pellicola “A parte”, del regista Vincenzo Fattorusso, premiato da Gualtiero D’Apri, Responsabile Markerting di Lario Bergauto SpA. La storia documentata è quella del “Sanleonardo” di Bologna, circuito alternativo di spettacolo pensato e diretto da Luciano Leonesi, che ne traccia un resoconto avvincente.

Si è aggiudicato il secondo posto “Mille e una Monica”, di Daniela Piccioni e Sandro Lai, premiati dal Direttore Artistico del Festival Marco Locatelli. La protagonista è Monica Vitti, un’attrice che ha segnato la storia del cinema italiano con il suo umorismo incalzante e la sua espressività incisiva, di cui viene tracciato un ritratto vivace e convincente di.

Primo classificato “Labyrinth”, di Elisabetta Müller che, mediante l’utilizzo di un segno ossessivo, colori irreali e luci abbaglianti si inoltra nella Passione di Cristo rappresentata dal pittore tedesco Mathias Grunewald, vissuto fra il ‘400 e il ‘500. Il Premio è stato consegnato da Arianna Nardi, Responsabile Marketing di Generali, insieme a Claudia Sartirani, Presidente del Festival..

Un Festival ricco di appuntenti e di sorprese, che è riuscito ancora una volta a coniugare in una armonia vincente Arte, cinema, cultura e musica nell’affascinante scenario di Bergamo Alta.

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