Il confine tra bugia e verità. I Love You Phillip Morris

Il criminale gay e il rapporto con la propria sessualità

Uscito nelle sale nel 2010, I Love You Phillip Morris ha partecipato al Sundace Film Festival e alla sezione Directors Fortnight del Festival di Cannes (la sezione dedicata ai film indipendenti e non in competizione), ed è il primo lungometraggio di Glenn Ficarra e John Requa.
La pellicola è molto particolare, sotto diversi punti di vista.
Il primo è certamente il titolo originale – non la fuorviante traduzione italiana - I love you Phillip Morris, che inizialmente può far pensare alla famosa marca di sigarette Philip Morris; quindi lo spettatore è portato a pensare che la pellicola parli di sigarette o della dipendenza dal tabacco, ma leggendo bene il titolo si nota una “L” in più, quindi la prima ipotesi è sbagliata.
Il secondo aspetto si scopre guardando il trailer, quando si scopre che Phillip Morris è un nome di un uomo gay che diventerà l'amante del protagonista del film, Steven Russell. Sempre guardando queste poche immagini si capisce che il protagonista è un truffatore geniale, che entra e esce di prigione e che tutta la vicenda è basata su una storia vera.
Questa è la grande sorpresa! Difficile infatti immaginare che possa esistere un criminale gay. Tutti noi quando pensiamo ad un gangster, truffatore o comunque a un personaggio della malavita, ci immaginiamo un macho, sprezzante del pericolo, etc... Steven Russell è tutto questo, solo che in più è omosessuale.
Con una premessa del genere è impossibile non voler guardare questo film, dove scopriamo chi è veramente Steven Russell. Un uomo – interpretato da un bravissimo Jim Carrey – che ha vissuto nella menzogna, che ha sempre fatto quello che era “giusto” fare e che gli altri pensavano che “dovesse essere fatto”. Poi, un evento lo sconvolge e decide di svelare la sua vera sessualità, senza più nasconderla.
Ma sarà proprio questa sua decisione che lo porterà a vivere una vita criminale fatta di truffe e inganni, come se l'aver svelato al mondo la propria sessualità implicasse una vita truffaldina, dove Steven manipola e inganna chiunque, anche chi ama. Nel vedere il film si ha l'impressione che Steven, nonostante sappia di essere gay sin dall'infanzia, non accetti la sua vera natura.
Inizialmente decide di vivere una vita basata sulla routine di un uomo religioso, sposato, che rispetta la legge, poi di un gay esibizionista che non teme di dimostrare il suo folle amore per Phillip Morris (Ewan Mc Gregor), di seguito arriva anche a millantare di essere un avvocato e finisce per “interpretare” un abile uomo d'affari che nasconde le sue magagne all'uomo che ama e che alla fine ritornerà a celare la sua sessualità.
Steven sembra un personaggio pirandelliano che cambia sempre maschera; non riesce ad essere sincero e onesto con gli altri e con se stesso, per lui è sempre più facile mentire e far credere di essere qualcun altro.
Una vicenda del genere può far pensare che il film sia drammatico e invece, altra sorpresa, è una commedia divertentissima e spassosa, dove Steven prende in giro anche se stesso con un'autoironia esilarante.
Ovviamente questo film è indirizzato ad un pubblico dalla mentalità aperta che non si scandalizza facilmente - anche perché le scene d'amore tra i due amanti sono piuttosto esplicite - e che apprezza le commedie solo apparentemente leggere. Ma purtroppo anche questo è un caso di una bella pellicola poco pubblicizzata e accompagnata da una campagna promozionale inadeguata che non ha puntato al pubblico giusto.
In più, nel caso della traduzione del titolo originale in italiano, il nome scelto è poco chiaro: che legame c'è tra “colpo di fulmine” e “il mago della truffa”?
I Love you Phillip Morris di per sé dà adito a diverse interpretazioni che possono confondere lo spettatore e la traduzione italiana, come spesso succede, non aiuta.

di Giulia Oliva [Leggi la sua biografia »] [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

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