Gloria (2013). Voglia di vivere, umiliazione e vendetta

Il Cile all'avanguardia dopo la dittatura di Pinochet

Gloria, Gloria! Manchi tu nell’aria, Gloria!… Questa canzone, se cantata in spagnolo, diventa lo scoppiettante finale di questo splendido film, che è Gloria del cileno Sebastián Lelio.
Gloria è una donna vicino ai sessanta, separata, con due figli ormai adulti e che vive sola, ma che non si arrende all’avanzare dell’età, desidera ancora vivere, mettersi in gioco. Frequenta locali da ballo per persone un po' âgé e qui incontra Rodolfo, un settantenne in cerca di nuove avventure. Con Rodolfo inizia una relazione molto passionale ed erotica alla quale lei crede profondamente.
Anche se Gloria non ne ha bisogno perché è una donna indipendente, Rodolfo è anche un buon partito, è proprietario infatti di un parco divertimenti dove gli adulti giocano a fare la guerra sparandosi contro dei proiettili colorati.
Tuttavia, ben presto Rodolfo si rivela un uomo totalmente inaffidabile, esclusivamente alla ricerca di una relazione erotica senza molte complicazioni e completamente succube della ex-moglie e delle due figlie che, nonostante siano persone adulte, lui continua a mantenere.
Nel momento in cui l’ex-moglie o le figlie chiedono a Rodolfo un favore, lui non esita a piantare in asso Gloria e a correre da loro. Lei, seppur umiliata da questo comportamento infantile e irresponsabile, è disposta a perdonarlo e a riprendere la relazione.
E così i due decidono di prendersi qualche giorno di vacanza a Vigna Del Mar ma qui, dopo un rapporto sessuale travolgente dove Gloria credeva di averlo finalmente riconquistato, Rodolfo sparisce nuovamente, proprio nel bel mezzo della cena romantica a lume di candela nel lussuoso ristorante dell’albergo dove sono alloggiati e dove stanno festeggiando la loro riconciliazione.
A questa seconda umiliazione Gloria, in un primo momento, reagisce malissimo: si lascia andare, si ubriaca e alla mattina si risveglia in spiaggia completamente sconvolta. Ma non si dà per vinta, torna a casa e, grazie anche a un po' d’erba che un vicino di casa svitato ha perso vicino alla porta del suo appartamento, trova il coraggio per vendicarsi.
Va ad aspettare Rodolfo sotto casa della sua ex-moglie e lo umilia sparandogli sui genitali e contro la facciate della casa i proiettili colorati del fucile che gli aveva regalato.
Rinfrancata dal suo gesto, Gloria va al ricevimento per il matrimonio della figlia di una sua amica e, finalmente liberata dalle sue angosce e con una nuova consapevolezza della sua forza interiore, si lascia andare a un ballo sfrenato sulle note della canzone di Umberto Tozzi.
Questo film rivela una società, quella cilena, all’avanguardia, che ormai si è totalmente affrancata dagli anni bui della dittatura di Pinochet e che è decisamente proiettata nel futuro. Paulina Garcia, la protagonista, con questa interpretazione ha vinto l’Orso d’Argento al Festival di Berlino del 2013.

di Lorenzo Barbieri [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

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