I vincitori del 1° Concorso ...

“I Corti sul Lettino – Cinema e Psicoanalisi”

Il 1° concorso del cortometraggio “I Corti sul Lettino - Cinema e Psicoanalisi”, ideato dallo psichiatra e critico cinematografico Ignazio Senatore ed organizzato con il festival accordi @ DISACCORDI, ha chiuso i battenti, registrando un largo consenso di pubblico.
Il regista Roberto Faenza, presidente della giuria e Mario Franco, Teresa Mancini, Diego Nuzzo, Pietro Pizzimento ed Ignazio Senatore, gli altri componenti della giuria, hanno premiato come:


  • miglior cortometraggio “Ci vediamo presto” di Raffaele Manco;

  • migliore regia “Forme” di Stefano Viali;

  • migliore sceneggiatura “Apparenze” di Iole Masucci;

  • migliore attore e migliore attrice Elio Aldrighetti e Jacqueline Flous di "La pistola" di Enrico Ranzanici.

  • Menzione speciale a “Maradona Baby” di Nino Sabella.


Al termine della manifestazione il regista Roberto Faenza ha rilasciato questa dichiarazione: Da “cultore della materia”, afferma raggiante:
" (...) non potevo mancare all’appuntamento della rassegna dal titolo suggestivo: I Corti sul Lettino - Cinema e Psicoanalisi. Ho cominciato a frequentare la psicoanalisi da studente, quando Norberto Bobbio mi affidò una tesi sulla guerra in Freud e da allora ho sempre provato il fascino di un mondo ignoto e misterioso. Anche nei miei film le figure degli analisti sono abbastanza ricorrenti. Nella mia prima regia, Escalation, del 1968, il giovane protagonista assassinava la moglie “psicotecnica”, rea di averlo ingannato per integrarlo nella società capitalista.
Per non parlare di Prendimi l’anima, del 2004, alla cui realizzazione ho lavorato per oltre vent’anni, avendo iniziato a occuparmene sin da quando fu reso pubblico il carteggio tra Jung e la sua “paziente” Sabina Spielrein. Proprio per questa attrazione verso i misteri dell’anima, mi incuriosisce l’idea di visionare i cortometraggi proposti nella rassegna. Già il fatto che siano arrivati in numero così abbondante è “sintomo” di un interesse che non concerne il solo mondo del cinema e dei filmaker, ma soprattutto l’universo reale e il crescente disagio del nostro vivere quotidiano."

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