Nuove tecnologie e cinema. Il passaggio dall'analogico al digitale e il problema della privacy

Lotta alla pirateria e legge sul copyright. Scaricare gratuitamente

Le nuove tecnologie stimolano accesi dibattiti sul futuro del mondo dell’audiovisivo, che richiede a gran voce nuove e concrete politiche, anche in risposta alla crisi economica che sta investendo tutti i settori della cultura.

I temi del passaggio dall'analogico al digitale, del problema della privacy e della repressione dell'illegalità sono stati recentemente affrontati da broadcaster, produttori ed esperti internazionali in occasione dell'incontro Nuovi contenuti, nuove piattaforme tenutosi nell'ambito del convegno internazionale Strategie e politiche per l'audiovisivo del terzo millennio, alla Casina Valadier di Roma, organizzato dalla Fondazione Lazio per lo sviluppo dell'audiovisivo in concomitanza con l'apertura della terza edizione del RomaFictionFest, che quest'anno ha ospitato per la prima volta l'incontro estivo dei leader mondiali del settore Media, entertainment and information del World Economic Forum.

Consapevole del cambiamento, il Commissario Ue per la Società dell'Informazione e dei Media Viviane Reding è convinta che sia necessario adeguarsi alla transizione verso nuove realtà di comunicazione, senza per questo dimenticare le vecchie norme.
L’obiettivo deve essere un’"Europa con un vero e proprio mercato interno dell'audiovisivo con 500 milioni di cittadini, senza alcuna frammentazione nel settore e con regole uguali per tutti".
A questo punto diventa essenziale per la Reding discutere di lotta alla pirateria e di legge sul copyright: “i giovani non sono disposti a pagare per un servizio televisivo. Piuttosto preferiscono scaricare gratuitamente ciò che vogliono vedere. [...] Se il settore" - ha precisato - "non riuscirà a diventare una multipiattaforma, consentendo tra l'altro ai giovani di pagare i contenuti a prezzo modico, perderemo una grossa partita. Dobbiamo dimostrare che scaricare illegalmente significa rubare”.

Tra gli ospiti anche Riccardo Tozzi, presidente Anica producer section e presidente Cattleya, che, riferendosi alle nuove tecnologie, ha affermato che “anche se le sale cinematografiche hanno ripreso un peso importante, l'home video sparirà e sarà sostituito dallo scarico dei filmati da internet”. La pirateria per Tozzi non può prescindere da una valutazione dei limiti del sistema cinematografico e della sua attuale offerta ed è convinto che sia necessario “da una parte organizzare un'offerta legale di qualità e a prezzi ragionevoli, come si è fatto con la musica con i brani scaricati a 0,90 euro, e dall'altra reprimere l'illegalità. [...] La relazione tra mondo cinematografico e rete è molto forte" - ha continuato - "ma l'impatto dei nuovi media rivoluzionerà la distribuzione, più che i contenuti. La sfida è organizzare un'offerta accessibile, tempestiva e a prezzi ragionevoli, e reprimere con forza la pirateria".

Soprattutto tra i giovani l’uso di piattaforme di condivisione come Youtube o BitTorrent, sta scavando un abisso sempre più profondo tra le vecchie forme di promozione e distribuzione dell’industria cinematografica e le nuove esigenze di fruizione.
Che nel futuro debbano avvenire dei cambiamenti è evidente, anche se le parole d’ordine non sempre sono riconducibili a una volontà di costruire un dialogo tra il “tradizionale” e il digitale.

Dichiarazioni come quelle di Davide Rossi, presidente Univideo, riportate dalla rivista Best Movie, ribaltano la provocazione di Tozzi, per cui è importante concentrare l’attenzione su nuove politiche di offerta, e puntano il dito in primis verso l’illegalità di Internet: "L’home video certo è un mercato che vive una fase difficile, ma se si riuscisse prima di tutto ad arginare il fenomeno della pirateria e a trovare delle contromisure efficaci, come quella della window, esso ritornerebbe ad avere grande appeal verso il pubblico. Ricordo che affermazioni di questo tipo vennero fatte anche nel 2002 quando il Dvd non era ancora partito. La storia ci insegna che la fasi di transizione tra un supporto e un altro creano delle difficoltà. Certo, Internet ci mette in difficoltà perché è illegale, se fosse invece un competitor legale, se lo scenario fosse di assoluta legalità non avremmo nulla da temere".

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