Andrea Crisanti nuovo Preside della Scuola Nazionale di Cinema

Maggiore interdisciplinarità ed un percorso più equilibrato tra passato e futuro

C’è aria di cambiamento alla Scuola Nazionale di Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia, un centro importante nel panorama del cinema italiano non solo per la didattica, ma anche perché propone un indirizzo alle future prospettive di studio.
Da poco più di una settimana Andrea Crisanti, che ha iniziato la sua attività di docente al Centro Sperimentale nel 1990, ha preso il posto di Giuseppe Cereda come Preside della scuola.

Dopo aver elogiato le precedenti gestioni di Caterina D'Amico prima e di Giuseppe Cereda poi, Crisanti ha sottolineato come “lo spettacolo cinematografico è in continuo cambiamento sia come mezzo espressivo, strettamente culturale e intellettuale nei suoi contenuti, sia come cambiamento nel volere e dovere utilizzare metodi e tecniche che ogni giovane cineasta sente di assorbire e utilizzare nelle proprie creatività. Credo che una scuola di Cinema debba crescere con coraggio e piglio giusto, seguendo un percorso strettamente equilibrato tra passato e futuro".

La prospettiva futura del cinema italiano sembra dunque mettere in campo un connubio virtuoso tra le nuove tecniche di realizzazione, che dovrebbero essere perfettamente governate dai giovani allievi, e una rivalutazione dei Maestri (italiani e stranieri), “non solo come conoscenza generica o come documentazione di un prodotto" - sostiene Crisanti - "ma come analisi approfondita di tutte le condizioni che hanno contribuito alla nascita di un linguaggio cinematografico".

Un desiderio di rinnovamento che investe anche la didattica, che si vuole maggiormente interdisciplinare: vengono introdotte materie culturali apparentemente marginali al lavoro di un cineasta, ma che vengono considerate utilissime nella formazione e nella conoscenza artistica di un giovane. “Reputo necessaria questa 'novità'” - afferma il nuove Preside - “perché il sistema scolastico attuale evidenzia ai nostri concorsi dei giovani con delle carenze di base preoccupanti", dando così spazio a tutte le arti figurative, fotografiche, visive e grafiche.

Crisanti, come lui stesso ammette, proviene dalla vecchia scuola, quella che ha studiato a fianco dei grandi Maestri, “soffrendo una ferrea disciplina da loro imposta”.
Ed è nell’ottica di questa volontà di coniugare la didattica con la fatica, gli imprevisti e le difficoltà del mondo del cinema - quello reale fuori dalle mura della Scuola -, che Crisanti si è prodigato nella creazione di un progetto che prevede una stretta collaborazione tra il CSC e i centri scolastici, Università, Accademie di Belle Arti, Istituti d'arte, non solo italiani, con degli scambi culturali intensi come mostre, visite, conferenze; nonché una “nuova stretta collaborazione tra la CSC Production e me per la realizzazione di video didattici e fiction a scopo didattico”.

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