Celentano per (In)visibile italiano e la Storia di Janusz Gajos

Due appuntamenti della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia

Per i prossimi weekend la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia propone due appuntamenti interessanti perché non tradizionali: (In)visibile italiano e Storie d'attori


  1. Uno dedicato al ciclo (In)visibile italiano, incontri che vogliono far riemergere opere ingiustamente misconosciute o dimenticate, spesso frettolosamente giudicate a causa di pregiudizi ormai datati. Una rassegna che vuole essere trasversale superando la vetusta barriera tra cinema d'autore e cinema di genere.

    Sabato 31 ottobre il prossimo appuntamento sarà dedicato alla natura eccentrica, visionaria, sperimentale dell'opera cinematografica, che pone spesso lo spettatore di fronte a una riflessione che non trova risposta, ovvero: «A che cosa sto assistendo?!».
    Si è deciso di cominciare con Adriano Celentano tra i personaggi eccentrici più celebri, che nei film da lui scritti, diretti e montati ha dato prova di una visione gioiosamente folle del cinema, che coniuga volentieri l'avanguardia insieme allo sberleffo, la comicità surreale con le estasi mistiche, l'autobiografismo delirante con visioni pop.
    Piaccia o non piaccia i film diretti da Adriano Celentano rappresentano un unicum inimitabile, un labirinto visionario dove il basso si mescola con l'alto per dare infine origine a una visione del mondo profetica e per nulla banale

    ECCO LE PROIEZIONI PER SABATO 31 OTTOBRE
    ore 16.45
    Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì (1985)
    Regia: Adriano durata: 146'
    «Trash-cult-kolossal e totale disastro per Adriano Celentano, piccolo Kubrick dell'impresa alla sua ultima opera da regista. Un film sul ritorno di Cristo, interpretato da Celentano stesso, ai giorni nostri. Già in fase di riprese scoppia l'inferno. Le decine di ballerine e ballerini chiamati dall'America per il primo musical italiano stanno settimane senza far nulla a Roma e pesano sul budget. Il Maestro non riesce a controllare il proprio film, che deve essere in sala in tutta Italia il 25 dicembre, giorno della nascita del vero Lui. Per abbreviare i tempi di montaggio i produttori, alla fine, tolgono di mano i rulli del premontato a Celentano e li fanno stampare in stabilimenti diversi. Tre elicotteri e quattro aerei portano in tutta Italia le pizze del film a poche ore dal primo spettacolo. Joan Lui esce in una versione di quasi tre ore [...]. È un disastro, i critici ci sguazzano, il pubblico fugge. Celentano chiede in tutti i modi di poter rimontare il film. I Cecchi Gori hanno preparato una versione più corta, due ore circa, a insaputa del Maestro e stanno già facendo il cambiamento delle pizze in sala. [...] Scoperta la sòla grazie a una soffiata di un fan, Celentano chiede il sequestro immediato del film e dieci miliardi di danni ai Cecchi Gori per avergli rovinato l'opera d'arte e la reputazione. [...] Grazie all'interesse di Felice Laudadio è stato riproposto a Milano nell'agosto 1996 in edizione integrale. Forse era davvero un capolavoro» (Giusti).
    ore 19.30
    Geppo il folle (1978)
    Regia: Adriano Celentano; interpreti: A. Celentano, Claudia Mori, Miki Del Prete, Jennifer [Chantal Benoit], Pietro Brambilla, Marco Columbro; durata: 115'
    « Nessuno dice che Geppo il folle è un capo d'opera. Si dice soltanto che talvolta è un tale delirio di immagini e frastuoni da elettrizzare anche i nonnini. D'un autosarcasmo che compensa l'irritazione per l'esibizionismo di Celentano, e tanto scombiccherato da rispecchiare allegramente la nostra schizofrenia. Chi è Geppo? Un cantante milanese spavaldo e megalomane, che si considera il più forte del mondo, pari soltanto a Barbra Streisand, adorato dalle folle e servito come un re. Appunto volendo andare in America a cantare con la Streisand, prende lezioni d'inglese da una Gilda che non si lascia incantare [...]. Il filo vago del racconto, e l'eventuale autocritica cui Celentano si abbandona giocando col proprio mito [...], sono meno interessanti della struttura dissociata del film, di quel cocktail di goliardia, scemenza e talento che evoca un surrealismo da balera ma anche certe memorie del cinema d'avanguardia (una mucca in salotto, una caffettiera semovente...) » (Grazzini).
    ore 21.30
    Yuppi Du (1974)
    Regia: Adriano Celentano; interpreti: A. Celentano, Claudia Mori, Charlotte Rampling, Lino Toffolo, Gino Santercole, Memo Dittongo; durata: 132'
    «Adriano Celentano è un autore "serio", da accogliere con soddisfazione, senza troppe riserve, Yuppi Du non è un film perfetto, intendiamoci, ma è un film ricco, composito, estroso, con un senso felicissimo dello spettacolo, sia musicale sia teatrale; e con molte intuizioni cinematografiche, linguistiche, tecniche. Sovrabbondante di riferimenti e di citazioni, se vogliamo, ma anche personale, specie nella misura in cui il ricordo di altri autori e di altri generi si sposa con la concezione unitaria di una "rappresentazione" che, nonostante la varietà di ispirazioni, diventa spettacolo a sé» (Rondi).
    Cosa è Yuppi Du? Forse il primo musical della storia del cinema italiano.


  2. Altro interessante appuntamento è Storie d’attori, serie di incontri della 7° edizione del festival della cultura polacca, Corso Polonia 2009.
    Il Festival, che avrà inizio il 24 ottobre ospiterà nel suo calendario i grandi nomi della cultura polacca. Il cinema sarà rappresentato con i due film interpretati da Janusz Gajos, nonchè dai film ispirati dalla seconda guerra mondiale, fra cui “La passeggera” – il celebre capolavoro incompiuto di Andrzej Munk e un documentario che racconta la vita di Wilhelm Brasse, il cui tragico destino fu di fotografare i prigionieri ad Auschwitz.

    Il primo appuntamento sarà il prossimo sabato 25 ottobre con Janusz Gajos, considerato da molti il maggior attore del cinema e del teatro polacchi degli ultimi decenni, attraverso i due recenti film ANDATA E RITORNO (2001) di Wojciech Wójcik e IL MALE MINORE (2009) di Janusz Morgenstern.

    Janusz Gajos ha interpretato tantissimi ruoli, senza mai preoccuparsi di fabbricarsi un'immagine: poco importa interpretare uno scrittore, un medico, un idraulico, perché come dice lui stesso «interpreto sempre l'uomo».
    In carriera debutta nel cinema nel 1964, ma il vero successo arriva un anno dopo con la serie televisiva Quattro carristi e un cane (Czterej pancerni i pies), dove interpreta il giovane Jan Kos. Le avventure di guerra dell'equipaggio del carro armato "Rudy", composto da tre polacchi, un georgiano e il cane Szarik, nonostante gli evidenti accenti propagandistici conquistano una tale popolarità che vengono proiettate anche al cinema.
    Successivamente interpreta ruoli sempre più complessi. Nel 1981 è un uomo malato e depresso nel film di Filip Bajon IL PENDOLINO (Wahadelko) per il quale ottiene il premio per il miglior ruolo maschile al Festival del cinema di Gdynia.
    Un anno dopo è uno dei protagonisti del film L'INTERROGATORIO (Przesluchanie) di Ryszard Bugajski, un film divenuto leggenda, vietato fino a 1989 per le accuse che muoveva al regime comunista (il film fu tra l'altro una delle cause della chiusura dello studio di produzione di Andrzej Wajda). L'interpretazione nel film di Bugajski vale a Janusz Gajos il premio per il miglior attore a Gdynia, per la seconda volta in pochi anni (1990).
    La piena consacrazione viene però dal teatro: nel 1987 Gajos recita nella pièce Storie da Hollywood (Opowiesci Holywoodu) di Christopher Hampton. «Dopo questo spettacolo fu chiaro a tutti che Gajos è un grande attore».

    ECCO LE PROIEZIONI PER DOMENICA 25 OTTOBRE
    ore 17.00
    Andata e ritorno (Tam i z powrotem, 2001)
    L'azione del film si svolge nella seconda meta degli anni Cinquanta. Andrzej Hoffman (Janusz Gajos) è un famoso chirurgo che per motivi politici non può raggiungere sua moglie e sua figlia che abitano all'estero. Il film, attraverso la dolorosa storia di Andrzej Hoffman e Piotr Klimek racconta il desiderio di libertà che spinge i protagonisti a difficili scelte morali.
    Versione originale con sottotitoli in italiano
    ore 19.00
    incontro con Janusz Gajos
    a seguire
    Il male minore (Mniejsze zlo, 2009)
    Il maestro del cinema polacco Janusz Morgenstern torna dopo nove anni di silenzio. Aspettato a lungo, il suo ultimo film, Mniejsze zlo, presentato al festival di Gdynia, racconta la storia del giovane scrittore Kamil che vive nell'ossessione di diventare "qualcuno". Conformista, quando ci si aspetterebbe chiarezza e determinazione nelle scelte (l'azione del film si svolge nei difficili anni 80-83), il protagonista segue questa via del "male minore" che gli ha insegnato il padre (Janusz Gajos). Fino a quando…
    Versione originale con sottotitoli in italiano

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