Il Medioevo parodico di Monicelli

A Siena ''Sì è Cinema, finzioni del Medioevo al cinema''

Siena festeggia i 700 anni del “Costituto senese”, la prima carta costituzionale scritta in volgare, con una serie di manifestazioni tra arte, musica, gastronomia, storia e spettacoli che trasportano tutta la città al periodo d’oro del Trecento attraverso la cucina medioevale, i palazzi affollati di personaggi storici e gli appuntamenti culturali.

All’interno di questa iniziativa ha preso il via la rassegna cinematografica Sì è Cinema, finzioni del Medioevo al cinema , che mette in scena alcune delle più belle e famose pellicole di ambientazione medievale, con una particolare attenzione al regista Mario Monicelli, oltre che al grande Roberto Rossellini.

Domani 30 ottobre Mario Monicelli, figura storica del cinema italiano, creatore di titoli straordinari in quel vasto catalogo che va sotto il nome di commedia all'italiana, sarà a Siena per un’intervista con Alessandro Boschi critico della trasmissione La Valigia dei Sogni di La7, e Marcello Flores assessore alla cultura del comune di Siena.
In occasione di questo appuntamento sarà proiettato L’Armata Brancaleone alla presenza del suo ideatore.

Interpretato da un cast d’eccezione tra i quali spicca il grande Vittorio Gassman, la pellicola del 1966, considerata uno dei più grandi successi del cinema italiano del dopoguerra, insieme a Brancaleone alle Crociate (1970), forma il dittico burlesco per eccellenza dove Monicelli inventa un nuovo e personalissimo Medioevo, comico e condito da una assolutamente inverosimile lingua maccheronica che ha fatto epoca.
Due pellicole che, con i loro riferimenti più o meno colti, sia storici, che letterari, che linguistici, formano una parodia della lingua latina o del testo letterario della tradizione a cui fanno riferimento, riuscendo a costruire una serie di lingue ad personam, una per ognuno dei personaggi delle sceneggiature

Il Medioevo di Monicelli è straccione, popolato di disperati, miserabili, cialtroni ed appestati, fortemente manicheo, perennemente diviso tra fede e peccato, spirito e carne, eros e morte: un modello che rivisita pesantemente il mito delle gesta cavalleresche con leggerezza.

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