Nuovo archivio del cinema per il Friuli Venezia Giulia

Sabato 29 marzo la cerimonia inaugurale e un convegno delle cineteche

Riceviamo e volentieri pubblichiamo


La Cineteca del Friuli e il Friuli Venezia Giulia hanno il nuovo archivio dei film. La struttura, situata nella zona artigianale del Comune di Gemona, è tra le più all’avanguardia in Europa ed è stata ultimata (sono in corso gli ultimi ritocchi) in poco più di un anno dall’inizio dei lavori. L’inaugurazione ufficiale, fissata per il 29 marzo prossimo, prevede la cerimonia alla presenza delle autorità regionali e due incontri – tra le maggiori cineteche nazionali (Roma, Bologna, Milano, Torino, Gemona, Genova e Cagliari) e con le cineteche dei paesi europei più vicini come Austria, Germania, Slovenia, Croazia, Serbia, ma anche Romania e Bulgaria – entrambi volti a rafforzare la collaborazione e gli scambi tra le varie istituzioni.

Realizzato con un contributo decennale della Regione di 1 milione e 200 mila Euro (cui si è aggiunto un ulteriore finanziamento di 250 mila Euro per l’ultimazione dei lavori), il deposito potrà contenere e conservare nelle migliori condizioni cinquantamila pellicole, incluse quelle su supporto particolarmente instabile o facilmente deteriorabile. Questo significa che oltre a custodire gli attuali ottomila titoli acquisiti in trent'anni di attività dalla Cineteca del Friuli (più di 4000 film di finzione di corto e lungometraggio, in 16mm e 35mm, e 3500 documentari e cinegiornali), l’archivio darà alloggio – come previsto dalla recente legge regionale sul cinema promossa dal consigliere regionale Piero Colussi – a tutti i materiali filmici della Regione precedentemente sistemati nell’ex sede della Cineteca Regionale a Trieste.

Attraverso la firma di speciali convenzioni, potrà inoltre ospitare film appartenenti ad archivi pubblici e privati, della regione e delle regioni limitrofe, che non dispongono di un luogo dove mantenerli in sicurezza. Dopo l’accordo sottoscritto da tempo con la Regione Veneto, in base al quale sono già stati trasferiti circa duecento titoli appartenenti alla Mediateca di Mestre-Venezia, sono in corso contatti e trattative con altre istituzioni.

Si tratta dunque di un passo avanti estremamente importante per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio cinematografico, di quello regionale in particolare ma non solo. “Strutture di questo tipo non nascono tutti i giorni” precisa il direttore della Cineteca Livio Jacob, ”in Italia ve ne sono solo un paio di simili e siamo all’avanguardia anche in Europa. Per noi, che siamo impegnati sul campo da un trentennio, è una delle tappe fondamentali della nostra storia, dopo la nascita delle Giornate del Cinema Muto e l’ingresso nella FIAF, la Federazione Internazionale degli Archivi dei Film.” Per la Cineteca si tratta di un traguardo e allo stesso tempo di un nuovo inizio e di un ulteriore impegno, anche in ragione della funzione di “polo di riferimento regionale per le attività di ricerca, raccolta, catalogazione, studio, conservazione, valorizzazione e deposito legale del patrimonio filmico e audiovisivo del Friuli Venezia e Giulia” che le è stata riconosciuta e affidata dalla legge regionale sul cinema.

Motivo di orgoglio sono anche il progetto del nuovo deposito, realizzato dagli architetti pordenonesi Michele De Mattio e Giuliana Raffin, a cui hanno partecipato in qualità di consulenti alcuni tra i maggiori esperti al mondo in materia di conservazione quali Paolo Cherchi Usai e David Francis, e l’eco-compatibilità della struttura, dotata di un sistema di riscaldamento geotermico e di pannelli fotovoltaici.

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