Omaggio a Sergio Leone

Cinema Trevi, retrospettiva in omaggio a Sergio Leone dal 25.11. al 07.12.2008

Il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale rende omaggio a un maestro del cinema, Sergio Leone (1929-1989), il regista che non solo ha avuto un enorme successo di pubblico "cambiando i connotati" al genere americano per eccellenza, ovvero il western, ma ha imposto all’attenzione della critica un percorso evolutivo che, dopo l’apprendistato nel peplum, parte dal barocco di "Per un pugno di dollari" per distendersi progressivamente fino all’epica saga di "C’era una volta il West" sull’irresistibile avanzata della locomotiva nelle sterminate praterie dell’Ovest, per chiudersi – troppo presto – nel brulicare metropolitano di "C’era una volta in America".

In soli sette film firmati pienamente da regista, Sergio Leone riesce a insediarsi stabilmente nel nostro immaginario culturale, rileggendo, in una sorta di anticipazione del post-moderno, il western come luogo mitico dell’eterna avventura e il ribellismo del ’68 (ricordiamo che Giù la testa inizia con la famosa citazione del presidente Mao: «La rivoluzione non è un pranzo di gala»); riflettendo sul cinema come arte dello spazio in "C’era una volta il West"; o giocando tutto sulla dimensione temporale in "C’era una volta in America".

Uno dei suoi capolavori resta "Il buono, il brutto, il cattivo", dove – complice il trio di sceneggiatori Age, Scarpelli e Vincenzoni – innesta la commedia all’italiana sulla ricostruzione di un grande affresco storico, dandoci una sorta di “Grande Guerra di Secessione” che alterna sapientemente come nel capolavoro di Monicelli: la farsa e l’epica, la viltà e il coraggio, la storia e la cronaca. Leone è autore di un cinema di grande impatto visivo: il sigaro di Clint Eastwood, la corrida finale col carillon di Per qualche dollaro in più, la battaglia di Gettisburgh, Robert De Niro che, abbandonati i brulicanti sobborghi di New York, balla con la sua innamorata nel Grand Hotel sulla spiaggia. Ma sa anche entrare nel cuore del pubblico con “battute” indimenticabili, frasi che hanno saputo diventare proverbiali entrando a far parte per sempre dei nostri tic linguistici come, in Per un pugno di dollari, l’indimenticabile sfida: «Al cuore Ramon…» che Clint lancia a Gian Maria Volonté.

La retrospettiva – dal titolo: "Per un pugno di film". Il cinema epico di Sergio Leone" (cinema Trevi, 25 novembre - 7 dicembre), non vuole solo ricordare il maestro italiano alle soglie del ventennale della sua morte, ma anche presentare al pubblico, nel suo complesso, il grande lavoro di preservazione e restauro che la Cineteca Nazionale dedica da oltre dieci anni all’opera di Leone.

Alla fine degli anni ’90, infatti, sono stati restaurati, in collaborazione con la Sergio Leone Production, "C’era una volta il West" e "Giù la testa". Nel 2000, con la collaborazione di Tonino Delli Colli ed Enzo Ocone, si è proceduto allo studio e al confronto di più versioni di "Il buono, il brutto, il cattivo" – il negativo originario, altri materiali conservati in Cineteca Nazionale e un duplicato negativo conservato presso la Alberto Grimaldi Production – allo scopo di ripristinare un’edizione conforme a quella originale del 1966 (nel ’69 Leone aveva realizzato una seconda versione più breve di 500 metri, nel tentativo di ottenere la riduzione del "divieto ai minori" dai 18 ai 14 anni); il restauro è stato presentato alla Mostra di Venezia del 2000. Nel corso di questo lavoro è stata ritrovata una scena girata da Leone ma mai inserita nel film che verrà mostrata al pubblico come extra. Nel 2001 è stato preservato "Il colosso di Rodi" (1960) , film d’esordio ufficiale del regista, in occasione della rassegna dedicata al peplum dal Festival di Locarno. Particolarmente rilevante, infine, è stato l’impegno della Cineteca Nazionale nel restauro di "Per un pugno di dollari", realizzato nel 2007 in collaborazione con Ripley's Film, Unidis Jolly Film e Sky Italia e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia dello stesso anno. Il restauro del film ha consentito di reintegrare nel nuovo negativo una scena perduta nei materiali in circolazione in Italia: un primo piano di Joe (Clint Eastwood), sfuggito fortunosamente dalle mani dei banditi, mentre osserva Ramon (Gian Maria Volonté) e i suoi uomini infierire sul malcapitato padrone del saloon (José Calvo), sospettato di averlo aiutato.

Il restauro è stato realizzato – dopo due anni di test – con tecnologie digitali d'avanguardia, utilizzando per la prima volta pellicole appositamente studiate per riprodurre i colori delle copie originali e garantire una perfetta risoluzione dell'immagine. Come per il restauro degli affreschi o dei dipinti, si è proceduto al "distacco" digitale delle immagini dei 14.453 fotogrammi del negativo (l’ "originale" di quella particolare opera d'arte che è il film), ripulendo la patina e riparando i danni, restaurandole e trasferendole su un nuovo negativo in poliestere che manterrà intatta nel tempo l'originaria bellezza e spettacolarità, e consentirà di realizzare successive copie del film fedeli all'originale. Preliminarmente, dunque, si è dovuto procedere, sia per quanto riguarda le immagini, sia per quanto riguarda la colonna sonora di Ennio Morricone, a un restauro conservativo del negativo originale, deteriorato dalle numerose ristampe dovute allo stesso successo del film. Il restauro del sonoro, realizzato interamente in digitale a Parigi da tecnici italiani e francesi, ha richiesto una vera e propria ricostruzione: dopo essere stato pulito e restaurato, il suono è stato rimontato ed equalizzato, in quasi tre mesi di lavoro di due montatori e due ingegneri del suono. La proiezione al Cinema Trevi è la prima dopo la presentazione a Venezia 2007.

Della rassegna fa anche parte la registrazione di un incontro di Sergio Leone con gli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia alla fine degli anni ’80, un anno prima della sua morte.

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