Israele in anteprima a Roma

Pitigliani Kolno’a Festival

Per gli appassionati del cinema israeliano questo è un periodo ricco di appuntamenti.
A fianco de La Collina della Primavera: cinema israeliano da Tel Aviv che si terrà a Milano dal 17 al 22 novembre, alla Casa del Cinema di Roma si terrà la settima edizione del Pitigliani Kolno’a Festival, la rassegna di cinema ebraico ed israeliano diretta dal noto critico cinematografico italo-israeliano Dan Muggia e dalla giornalista Ariela Piattelli, e organizzata dal Centro Ebraico Italiano "Il Pitigliani".

Dal 14 al 18 novembre il pubblico avrà la possibilità di vedere sia film di questa stagione cinematografica, particolarmente felice per il cinema israeliano come dimostra il successo di Valzer con Bashir di Ari Folman e di Lebanon di Samuel Maoz, che grandi classici, pellicole storiche che mostreranno la complessità del panorama israeliano.

Quattro saranno le sezioni:


  1. Sguardo sul nuovo cinema israeliano prevede lungometraggi e documentari. Alcuni tra i film selezionati hanno già avuto grande riscontro di pubblico e critica, altri saranno per la prima volta in Italia.
    L’apertura del festival è dedicata alla commedia: il regista Sharon Maymon e l’attore Itzik Cohen presenteranno A Matter of Size una pellicola che ha avuto un grande successo in Israele e che mette al centro della storia un gruppo di obesi emarginati che cercano la propria rivalsa.
    Emarginati sono anche i protagonisti di Guy di Ilan Jarzina e di And Thou Shalt Love di Chaim Elbaum, che, rispettivamente, raccontano di un kibbutzista laico “pentito” ed ora ortodosso con l’aspirazione di diventare un cantante, e di un religioso omosessuale che fa i conti con la sua identità.
    Dedicati alla guerra in Libano invece Valzer con Bashir di Ari Folman e Lebanon di Samuel Maoz; anche Il giardino di limoni di Eran Riklis è un film sul conflitto, ma tratta con un linguaggio tradizionale la guerra quotidiana di una donna palestinese. Seppur lontani dai campi di battaglia, i protagonisti di Jaffa di Keren Yedaya e di For My Father di Dror Zehevi, vivono anche loro la quotidianità del conflitto.
    Infine i tre documentari presentati offrono un assaggio della produzione di questo anno. The Green Dumpster Mystery di Tal Haim Yoffe è un docu–detective in cui il regista ricostruisce la storia di una famiglia attraverso documenti e fotografie. Nella docu–fiction The Tale of Nicolai & the Law of Return del regista David Ofek, i veri protagonisti della storia recitano il proprio personaggio e ricostruiscono la vicenda. The Beetle di Yishai Orian, come il film di Ofek, è nella zona grigia tra il documentario e la fiction, e ricostruisce una storia ironica e commovente.

  2. Scuole di cinema da Israele è dedicata al dipartimento di cinema del Beit Berl College, un’officina di idee nella quale lavorano e studiano molte promesse del cinema israeliano. Sette film realizzati dagli studenti si concentrano in particolare sulla complessità del mondo dei giovani israeliani affrontando temi come l’amore, la famiglia, l’omosessualità, ma anche la morte, il divorzio, l’aborto e la solitudine.

  3. Percorsi ebraici quest’anno presenta curiose storie di comunità ebraiche “Ai quattro angoli della Terra”: dalle montagne peruviane alle foreste amazzoniche per raggiungere i mercati affollati di Ho Chi Minh in Vietnam. Sono migliaia gli insediamenti ebraici nel mondo, ma molti ne ignorano completamente l’esistenza. Eppure alcuni registi israeliani sono andati alla ricerca di queste realtà con la loro macchina da presa, riportando alla luce storie straordinarie.

  4. Per celebrare i cento anni della Città Bianca è prevista una sezione speciale 100 anni di Tel Aviv: storie di una città, che comprende film classici della storia del cinema israeliano e un documentario.
    Attraverso filmati inediti d’epoca Anat Zeltser, Modi Bar-On e Gabriel Bibliowicz, che saranno ospiti del Festival, nel loro documentario Tel Aviv – Jaffa, ripercorrono un secolo della storia della città, dando voce alle immagini e ai personaggi che hanno contribuito a renderla ciò che è oggi.
    Il programma propone pioi Big Eyes di Uri Zohar, Life According to Agfa, il film di Assi Dayan in cui la città diventa metafora di una stagione di cinema israeliano che sta tramontando, e Tel Aviv Stories di Ayelet Menahemi e Nirit Yaron.


Molti gli eventi e gli ospiti che arricchiscono questa rassegna, sebbene in primo piano siano sempre la qualità delle proiezioni.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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