L'Economia del cinema italiano

Tavola rotonda sul cinema di qualità e sui problemi della distribuzione

La giornata del convegno L'Economia del cinema italiano, organizzate dal Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media svoltasi lo scorso 14 giugno, ha riproposto all'attenzione degli addetti ai lavori e delle istituzioni due problemi forti che caratterizzano il panorama cinematografico italiano: lo stato dell'arte della produzione in Italia di film di qualità e gli annosi problemi di marketing e distribuzione.

Il primo incontro Il cinema Arthouse oggi in Italia, moderata da Enrico Magrelli, ha fotografato la situazione del cinema di qualità ponendo l’attenzione sui tagli alla cultura previsti dalla nuova finanziaria e sull’importanza del ruolo delle Film Commission.
Il punto chiave è stato rilevato nella necessità di attivare una visione e pre-visione sistemica del settore cinema, possibile solo se nasce una maggiore attenzione da parte dello Stato per il cinema, che occupa - secondo Michele Bagella, Preside della Facoltà di Economia - "un ruolo fondamentale per la cultura italiana".
Ad animare la discussione è stata la relazione di Barbara Corsi, giornalista che ha svolto una ricerca sul ruolo trainante delle sale di qualità e che ha lamentato uno scarso sforzo nello svolgimento di un “marketing emozionale” teso a richiamare il pubblico sui prodotti più difficili.
Altro punto dolente è stato evidenziato nella mancanza di una legge di sistema aggiornata alla nuove tecnologie e le difficoltà per i produttori ad accreditarsi come imprenditori del denaro pubblico.

Il secondo incontro è stato invece dedicato ad Arte e prodotti dell’ingegno: quale rapporto con la produzione e il marketing, una tavola rotonda moderata da Luigi Paganetto e affidata a Riccardo Tozzi, presidente produttori Anica, che ha proposto una nuova ricetta capace di migliorare il sistema distributivo italiano, una terza via diversa sia da quella francese, che gode di una sostegno statale intelligente e finalizzato, sia da quella statunitense, che si basa su una concorrenza molto forte tra le varie parti.
La ricetta risiede, secondo Tozzi, nel rinnovo del tax credit, nella protezione del FUS, la regolazione dei diritti tv, l’aumento del circuito delle sale, la difesa e la riqualificazione delle sale di qualità, il prelievo dal prezzo del biglietto di una quota da destinare ad interventi compensativi in grado di rilanciare l’economia e l’attenzione alle nuove opportunità offerte dalla Rete.

Inoltre è intervenuto Gino Zagari, direttore generale Anem, il quale ha parlato dei risultati ottenuti grazie al circuito di sale cinematografiche, inaugurate soprattutto nelle piccole province, che hanno generato il cambiamento dello spettatore, che si è trasformato da consumatore a “cercatore di emozioni”.

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