I migliori film di Fellini. + Doppie versioni e sequenze inedite

Film, documentari e interviste: l'opera di Federico Fellini

A vent’anni dalla morte (31 ottobre 1993) del regista forse più celebre e a cinquant’anni da uno dei suoi capolavori (1963), la Cineteca Nazionale festeggia, insieme a Rai Movie con il programma Moviextra, Rai Teche e Cineteca Griffith, i sogni e le visioni di Federico Fellini attraverso film, documentari, pubblicità, doppie versioni e sequenze inedite. «Fellini non è soltanto un grande regista, il più grande del nostro tempo, ne sono sicuro: è soprattutto un creatore, grande, vero, fors’anche inconsapevole, talvolta un po’ sconcertante, che ha attinto dal subcosciente il materiale per tutte le sue opere. Per questo lo ammiro profondamente, un po’ geloso, forse, d’una potenza che sento di non possedere. Per me Fellini “è” il cinema» (Georges Simenon).


venerdì 1

ore 17.00 Luci del varietà di Federico Fellini e Alberto Lattuada (1950, 98’)

In un piccolo paese, non lontano da Roma, una compagnia di guitti del varietà, diretta dal signor Checco (Peppino De Filippo), dà una rappresentazione. Avendovi assistito, Liliana (Carla Del Poggio), una bella ragazza del paese, lascia la sua casa per unirsi alla compagnia. «Il muoversi di questa turba in viaggio, la proiezione di questo “varietà”, campionario di un’umanità deformata, sullo sfondo d’una provincia esatta di squallore, italiana profondamente, offre a Fellini l’occasione per formare immagini risonanti e emblematiche» (Brunello Rondi).

a seguire Spot Banca di Roma: Il sogno della galleria di Federico Fellini (1992, 2’)

a seguire Spot Banca di Roma: Il sogno del leone in cantina di Federico Fellini (1992, 2’)

a seguire Spot Banca di Roma: Il sogno del dejeuner sur l’herbe di Federico Fellini (1992, 2’)

ore 19.00 Lo sceicco bianco di Federico Fellini (1952, 87’)

«Ne Lo Sceicco bianco Ivan e Wanda sono le facce complementari di un medesimo tipo di sogno popolare, limitato, squallido e prevedibile in tutti i suoi sviluppi, eppure rappresentativo delle aspirazioni di un italiano ancora chiuso dentro l’orizzonte della cerchia municipale. Wanda va incontro a Fernando Rivoli, il divo dei fumetti a cui manda decine di lettere, quasi a riceverne l’immagine e il corpo come in un rito sacramentale» (Brunetta).

a seguire Lo sceicco ritrovato: tagli di montaggio, doppie versioni e sequenze inedite de Lo sceicco bianco di Fulvio Baglivi, Stefano Landini, Moraldo Rossi (2008, 50’)

ore 21.30 I vitelloni di Federico Fellini (1953, 107’)

«Nei Vitelloni, prima rimpatriata a Rimini, in una realtà placentare perfettamente conosciuta, la struttura narrativa subisce una scomposizione importante: la singola storia è frantumata in cinque vicende dallo sviluppo contemporaneo. Ognuno dei cinque amici insegue desideri diversi e si ritrova allo stesso punto di partenza, agli stessi discorsi, agli stessi incontri, agli stessi sogni frustrati» (Brunetta).



sabato 2

ore 17.00 La strada di Federico Fellini (1954, 108’)

«L’ingenua Gelsomina è venduta a Zampanò, rozzo girovago che si esibisce nei paesini con giochi di forza e che la usa e ne abusa. […] Parabola cristiana sul peccato, apologo sulla condizione umana in generale e della donna in particolare, è anche una picaresca escursione attraverso i paesaggi dell’Appennino centrale» (Morandini).

ore 19.00 Il bidone di Federico Fellini (1955, 112’)

«Non v’è l’arcana poesia de La strada data dal paesaggio indifferente e maestoso, dal passaggio lento delle stagioni estranee alla pena e alla solitudine dell’uomo. In compenso Il bidone è più complesso, ha un’orchestrazione più elaborata. Il tema felliniano dei conti da rendere a qualcuno che ci trascende è meno univoco, più clamoroso, quasi gravido di presenze impalpabili ma certe perché meno metafisiche, più legate a ciò che risulta semplicemente umano» (Bianchi).

ore 21.00 Le notti di Cabiria di Federico Fellini (1957, 111’)

«Cabiria è una prostituta semplice e candida, nata da una costola di Gelsomina e trasportata in una realtà sociologicamente quasi normalizzata. A differenza di Gelsomina, Cabiria non sarà venduta, ma vende il suo corpo per raggiungere una propria emancipazione. Nel momento finale, in cui si concede a un ennesimo sacrificio, Cabiria scopre il senso e i limiti della condizione umana e ritrova misure di rapporti che considerava perduti» (Brunetta).


domenica 3

ore 17.00 La dolce vita di Federico Fellini (1960, 175’)

«Il film è troppo importante perché se ne possa parlare come di solito si fa di un film. Benché non grande come Chaplin, Eisenstein o Mizoguchi, Fellini è senza dubbio un “autore”, non “regista”. Perciò il film è unicamente suo: non vi esistono né attori né tecnici: niente è casuale» (Pasolini).

Copia restaurata a cura di Cineteca di Bologna, The Film Foundation, Cineteca Nazionale, Pathé, Fondation Jérôme Seydoux - Pathé, Medusa, Paramount Pictures e Cinecittà Luce. Il restauro è stato sostenuto da Gucci e The Film Foundation

ore 20.15 Odeon Il Casanova di Fellini (1976, 21’)

Fellini in sala doppiaggio per la lavorazione de Il Casanova; il regista guida Gigi Proietti, si confronta con Nino Rota, accoglie Michel Piccoli in visita.

Per gentile concessione di Rai Teche - Ingresso gratuito

ore 20.45 Il Casanova di Federico Fellini (1976, 154’)

Durante il carnevale di Venezia Giacomo Casanova accetta di mostrare la sua valentia amorosa con suor Maddalena e compiacere così l’amante guardone della donna, l’ambasciatore di Francia da cui Casanova spera di ottenere benefici. «Casanova è, forse, il miglior film di Fellini dopo Otto e mezzo, probabilmente il più svincolato dal fellinismo, certamente il più unitario e compatto […] per ricchezza e genialità di invenzioni figurative, tenuta narrativa, sapienza nel contemperare l'orribile col tenero e il favoloso con l’ironico, capacità di passare dal caricaturale al visionario» (Morandini).

Copia restaurata a cura della Cineteca Nazionale


lunedì 4

chiuso


martedì 5

ore 17.00 I clowns di Federico Fellini (1970, 92’)

Il montaggio di un tendone da circo viene osservato con curiosità da un bambino. La vista dei clown gli ricorda alcuni personaggi della vita reale. Poi l’azione si sposta ai giorni nostri: Fellini, all’interno di un’inchiesta televisiva, si mette alla ricerca di vecchi clown per ascoltare i loro ricordi.

ore 18.45 Fellini Satyricon di Federico Fellini (1969, 127’)

«Il suo Satyricon è un itinerario nelle favole per adulti. Se ci tocca è perché la voce di Fellini, mentre racconta, un poco si svela, quasi si turba. È abbastanza evidente che Fellini, incontrando nelle figure antiche la proiezione dei propri interrogativi umani e artistici, si chiede se la condizione universale ed eterna dell’uomo non sia riassunta nel demoniaco sentimento della caducità della vita che passa come un’ombra» (Grazzini).

Copia restaurata a cura di Cineteca Nazionale con il contributo di Dolce & Gabbana

ore 21.00 Incontro moderato da Aldo Tassone con Gianfranco Angelucci

Nel corso dell’incontro sarà presentato il libro Segreti e bugie di Gianfranco Angelucci (Luigi Pellegrini Editore, 2013)

a seguire Intervista di Federico Fellini (1986, 106’)

«Dopo aver concesso tante interviste, dopo aver parlato tanto di sé, dopo aver fatto tante volte (Otto e mezzo eccetera) il cinema sul cinema, il gioco del set, Fellini ha dovuto compiere con Intervista il passo risolutivo, oltre il quale il muro di Cinecittà si trasforma nella Roma onnivora dei palazzinari e dei mass media, la confessione delle confessioni che deve trattare anche i propri fantasmi alla stregua di quelli altrui» (Reggiani).

Ingresso gratuito



mercoledì 6

ore 17.00 Giulietta degli spiriti di Federico Fellini (1965, 144’)

«Fellini, liberato ormai dalle preoccupazioni ironico-realistiche degli esordi, si abbandona qui del tutto ai suoi istinti più profondi, che la maturità ha rivelato senza più inibizioni, così come gli spiriti rivelano a Giulietta “liberata” le sue paure, i suoi fragili legami che un tempo le parevano così importanti, decisivi» (Fava).

ore 19.30 Amarcord di Federico Fellini (1973, 124’)

Nella Rimini degli anni trenta l’adolescente Titta cresce fra educazione cattolica e retorica fascista. «Amarcord è un film da amare senza ulteriori riserve. Fellini approfitta della riconquistata serenità per tendere a un racconto quasi oggettivo. Tornando alle radici provinciali e beffarde della propria formazione, il regista di I vitelloni recupera spregiudicatamente la struttura della barzelletta, si sforza di non commuoversi e di non tirare conclusioni» (Kezich).

ore 21.45 Ginger e Fred di Federico Fellini (1985, 127’)

«Due sessantenni – che in gioventù avevano fatto coppia in un numero di tip-tap – sono invitati al megaspettacolo di un network privato. È un breve incontro dove la tenerezza stinge nel grottesco. Addio alla stazione. È una traversata del mare della volgarità: della TV, della pubblicità, del consumismo. Ma è anche una storia d’amore, in equilibrio tra sentimento e ironia, con due attori bravissimi» (Morandini).


giovedì 7

ore 17.00 E la nave va di Federico Fellini (1983, 128’)

«Il film è la storia di un viaggio, un viaggio per mare, per compiere un rito, un viaggio che si suppone sia avvenuto sessant’anni fa, alla vigilia della prima guerra mondiale». Così, molto dimessamente, Fellini presenta il suo film: E la nave va. «Non spaventi il pessimismo felliniano e non suggerisca allo spettatore un film tetro e predicatorio. E la nave va, infatti, è tutto il contrario: e una vena di divertimento lo percorre da capo a fondo e anima personaggi e situazioni, spesso irresistibili, sempre affascinanti nella genialità dell’invenzione e nello splendore della figurazione» (Valmarana).

ore 19.15 Un’ora e mezza con il regista di 8½ di Sergio Zavoli (1964, 77’)

Il regista ripercorre con l’amico Zavoli la sua carriera alla luce del suo ultimo film; con intervite ad amici, collaboratori ed attori dei suoi film.

Per gentile concessione di Rai Teche - Ingresso gratuito

ore 20.45 Incontro con Massimiliano Patrone (Cineteca Griffith)

a seguire 8 ½ di Federico Fellini (1963, 138’)

«Un misto tra una sgangherata seduta psicanalitica e un disordinato esame di coscienza in un’atmosfera da limbo» (F. Fellini). «La masturbazione di un genio» (Buzzati). «Una tappa avanzata nella storia della forma romanzesca» (Arbasino). «Una costruzione in abisso a tre stadi» (Metz).

Copia proveniente dalla Cineteca Griffith - Ingresso gratuito

a seguire 8 ½ dall’elicottero (12’)

Due prove tecniche del celebre capolavoro felliniano con una particolare soggettiva: quella dell’elicottero. La prima è il lancio del manichino. La seconda è il finale del film. Le prove tecniche sono state ritrovate dalla Cineteca Griffith.

Copia proveniente dalla Cineteca Griffith - Ingresso gratuito

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