Lo spazio in David Fincher, da "Alien 3" a "Panic room"

"La dimensione più enfatizzata nella descrizione dello spazio sembra essere quella verticale. A partire da Alien 3 si assiste ad un crescendo che passa attraverso le metropoli di Seven e The Game con i loro alti edifici, fino ad arrivare alla distruzione degli stessi in Fight Club e alla creazione di una casa a più piani come quella di Panic Room. In Alien 3 la verticalità dello spazio viene sottolineata a più riprese. Il film si apre e si chiude con una caduta verso il basso: all’inizio è l’atterraggio di emergenza sul pianeta Fiorina 161, alla fine è il salto nelle fiamme della fornace. La colonia penale dove il ten. Ripley è costretto a vivere, trova il suo centro nevralgico nella “sala riunioni” dove i galeotti si appollaiano a diversi piani guardando giù verso il capitano di custodia. Nella stessa sala, costituita da celle quasi fosse un alveare, Fincher scopre la Ripley e l’ufficiale medico Clemens raccontanosi delle vicende della loro vita con un movimento verticale che mostra la struttura della costruzione. Anche la fornace viene descritta come uno spazio verticale visto che proprio nel finale Dillon si fa rinchiudere con l’alieno: i muri semoventi che lo schiacciano sono alti, infiniti. Così come i corridoi, potenzialmente orizzontali, che vendono visti forse con una soggettiva dell’alieno che li mette letteralmente sotto sopra spostandosi dall’alto al basso degli stessi."

Lo spazio come trappola nel cinema di David Fincher

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