Monet, Van Gogh e Delacroix in "Il Gattopardo" di Visconti

"Un altro esempio del duro lavoro del direttore della fotografia fu la capacità di far penetrare la luce del sole negli ambienti interni, illuminando in maniera molto morbida gli arredi, ma soprattutto creando particolari giochi di luce con le ampie tende mosse dal vento. Infine, molto attento è l’uso del rapporto tra luce e ombra in alcuni interni, come la scena di Padre Pirrone all’osteria.
Qui Rotunno non usa un contrasto forte, ovvero non usa porre una luce forte in una stanza completamente buia, ma smussa i toni rendendo gli ambienti bui non troppo oscurati, mentre quelli luminosi vengono un po’ offuscati.
Questa scena richiama I mangiatori di patate (1885) di Van Gogh, un’opera d’intonazione realista condotta su toni scuri, terrosi, ma soprattutto ritroviamo lo studio sui contrasti tra luce ed ombra.
Inoltre, per quanto concerne la disposizione dei personaggi ritroviamo Partita a scacchi di Giacomo Favretto. Come abbiamo avuto modo di riscontrare, le inquadrature del Gattopardo propongono ricorrenze tematiche e stilistiche, emblematiche non soltanto per la precisa ricostruzione ambientale, ma anche per una più ampia sensibilità pittorica.
Si possono individuare tematiche che accomunano le immagini del film ed alcune opere pittoriche.
Ad esempio abbiamo già sottolineato come le scene di battaglia nel film che evocano con lo sventolare di bandiere La Libertà guida il popolo di Delacroix e le battaglie dipinte da Fattori, mentre la scena della colazione all’aperto rimanda al modello iconografico di Colazione sull’erba di Monet.
Inoltre, le figure all’aperto che si riparano dal sole con l'ombrellino fanno pensare per gli abiti e la naturalezza composta del portamento alle donne dei pittori Macchiaioli. Ma vi sono anche altre citazioni riguardanti la struttura compositiva dell’immagine (vedi i ritratti, immagini di ambienti interni), ma anche tematiche comuni (la morte).
Il caso più evidente di sovrapposizione tra opera pittorica ed immagine filmica è il ritratto del Principe Salina, vestito con la giacca nera, sciarpa bianca e cappello a cilindro, e il Ritratto di Giuseppe Verdi (1866) di Giovanni Boldini."

Riflessi ed echi pittorici nel cinema di Luchino Visconti

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