L'uomo che non c'era (The Man Who Wasn't There, 2001)

luomoche

"1949, Santa Rosa (la stessa de L’ombra del dubbio, A.Hitchcock, 1944): Crane (che vive in zona residenziale da tipica classe media americana) lavora dal cognato (di origini italiane) ed ha una moglie, Doris, contabile dell’emporio dell’amico Big Dave (che ha intestato alla moglie Nirdlinger il locale).
La volontà di riscatto che cova Ed si concretizza quando può ricattare proprio Big Dave, in quanto supposto amante di sua moglie, per guadagnare abbastanza soldi per investire nell’ambizioso affare del futuro: il “lavaggio a secco”, propostogli dall’ambiguo tracagnotto Tolliver, improbabile imprenditore in cerca di un socio finanziatore.
Fallisce il piano (con tanto di lettera anonima minatoria), uccide per legittima difesa l’amante-rivale Big Dave, il quale era risalito attraverso il denaro al connubio tra Ed e Tolliver, ma in prigione va però Doris, una volta rilevate le irregolarità contabili all’emporio.
Nonostante l’avvocato di grido F. Riedenshneider abbia un asso nella manica per salvarla dalla pena di morte, (per l’appunto il principio d’indeterminazione applicato alla legge grazie al concetto di “ragionevole dubbio”), la moglie tuttavia si suicida. Aspettava un figlio dall’amante. Crane vive un progressivo ulteriore svuotamento della propria esistenza, segnato da alienazione e solitudine: ipotecato il negozio, si reinventa, in una parentesi di sapore lolitesco, pigmalione di Birdy, ragazzina studentessa di piano, tutta tecnica ma senza talento.
E come il protagonista del modello di riferimento, Il postino suona sempre due volte (T.Garnett, dal romanzo di Cain,1946), un incidente automobilistico (al ritorno con Birdy da un provino fallimentare finisce fuori strada quando lei intende “ringraziarlo”) marca il cosiddetto ”innost cave”, l’inversione di rotta del cerchio del “viaggio dell’eroe” verso il finale, un passaggio attraverso la morte, l’introduzione in una dimensione onirica cui corrisponde una differente impostazione linguistica dell’ultimo atto del film, nel quale i fatti scivoleranno sintetizzati tra voce-over e immagini, attraverso un punto di focalizzazione sempre più interno; infine i piani del racconto si confonderanno, perché dopo l’incidente (le immagini si avvitano come in una centrifuga) siamo definitivamente nella testa di Ed.
Al risveglio verrà condannato alla sedia elettrica per un omicidio che non ha commesso (è stato probabilmente Big Dave ma non si può dimostrare), cioè l’assassinio della “mammola” del lavaggio a secco, l’improbabile imprenditore, che si era volatilizzato dopo l’adescamento di Crane; documenti di quest’ultimo vengono trovati addosso a Tolliver al momento del suo ripescaggio, pestato a morte, dal fondo di un lago.
E frattanto avverranno fenomeni grotteschi e paranormali, come l’apparizione di dischi volanti, sulla scia dei fantomatici eventi di Roswell dell’epoca. La voce-off, che ripercorre all’indietro l’intera vicenda sotto forma di racconto venduto a una rivista (una di quelle che si leggono dal barbiere), è quella di Crane-Thornton nel braccio della morte.
La trama, insomma, ricca di digressioni, si presenta d’impatto come qualcosa che dal punto logico confonde, e, incerta tra l’oggettività dei fatti e il filtro onirico del protagonista, tende a spiazzare."

di Diego Monfredini [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

Le recensioni degli autori:

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  • Lorenzo (Voto: 4/10):

    quando lo vidi al momento della sua uscita in sala, mi fui molto impressionato ma rivisto oggi è meno potente di quello che mi era parso allora

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