Nuovo rap italiano. La rinascita

Protagonisti, stile e successo della nuova era del rap italiano

Lo stile immaginario di un passato reale (...) significa che il passato è esistito realmente, però quello stile che hai in mente, puoi chiamarlo old school, puoi rimpiangerne la purezza e l'intransigenza: ma lo stai inventando tu, non è mai esistito così come credi di ricordarlo. (Capitolo I - 2013. Il rap è vivo)

Questo concetto è una delle chiavi più valide per approcciarsi a un'operazione come quella di Luca Bandirali, che, con Nuovo rap italiano. La rinascita, intende ripercorrere le tappe di quella che è comunemente ritenuta la seconda età dell'oro del rap italiano. Un'età che forse sarà ricordata più avanti come quella di platino...
Fino a qualche anno fa, l'unica rinascita che ci era dato conoscere nel mondo del rap era il singolo omonimo - La rinascita - degli Articolo 31, tra l'altro con una delle liriche più esplosive di J-Ax, in realtà uno degli ultimi fuochi prima del periodo di vuoto, della "cesura tra vecchio e nuovo" che l'autore identifica nel lustro 2000-2004.
Infatti il libro è pensato per capitoli che rappresentino ognuno un anno della rinascita, dal 2005 al 2013, con considerazioni che spaziano dalla cultura musicale italiana alla sociologia, dalla statistica all'aneddotica che riassume casi e cronache che hanno segnato la storia del rap in Italia.
Ogni capitolo, inoltre, è accompagnato da quelli che Bandirali sceglie come i pezzi più rappresentativi dell'anno, che vanno a comporre una Playlist dei migliori 100 brani del nuovo rap italiano, "spiegati" e interpretati a 360°, dalle liriche ai sample.
Ma non si tratta solo di parlare dell'odierno, bensì l'intento ulteriore è ripercorrere a ritroso la storia e andare a esaminare la matrice di questo fenomeno, le cui radici sono necessariamente connesse al periodo, che oggi pare lontanissimo, degli anni Novanta, non fosse altro che per la presenza in entrambi i momenti, ora e prima, di MC che ora dominano le classifiche; perché non tutti sanno che Fabri Fibra e gli attuali membri dei Club Dogo spiegano rap da più di quindici anni, per esempio.
Ecco che quindi escono i nomi di Frankie Hi-NRG, Neffa, Sottotono, Kaos e, addirittura, Jovanotti, ognuno al suo posto nei nodi cruciali dell'evoluzione (o involuzione) del movimento.
Davvero importante è il ritratto dell'Italia dal punto di vista dell'industria discografica e della chiusura della mentalità comune, mutuata anche dall'incompetenza di canali e realtà che sarebbero nati come contenitori e diffusori di musica. Da qui il ritardo enorme nella ricezione del messaggio, pari a zero nel momento in cui, anche su una testata o a un programma a tema, è necessario ogni volta spiegare cosa sia il rap o legittimarne la dignità artistica.
Da qui sono nate situazioni - giustamente ricordate dall'autore - che, se non tristi, si sono rivelate bassamente interlocutorie, come il sample usato dai Sottotono definito plagio (!!!) a Sanremo, l'incontro per XL tra Militant A e Guè Pequeno, la chiusura storica della rivista AL e l'approdo di Moreno all'etichetta di Fibra.
L'arrivo di una pubblicazione simile nel 2013, anno di massima affermazione del rap in Italia, è funzionale a una riflessione che possa consentire di scardinare l'annosa questione del blocco da "guerra fredda" causato dalla svalutazione della scena presente da parte della sottocultura hip hop, che da sempre crea disagio e incomprensioni, in una ruota continua di rivendicazione del vecchio, dove il nuovo è visto come not original.
Inoltre, a proposito del 2013, chi scrive è d'accordo, al di là dei dati sulle vendite e sulle chart puntualmente citati dall'autore, sulla qualità dei lavori usciti. Album come Monster di Noyz Narcos, Guerra e pace di Fibra, Bravo Ragazzo di Guè e Mea Culpa di Clementino hanno consolidato e perfezionato lo stile e l'efficacia comunicativa dei rispettivi artisti, così come hanno lasciato il segno il ritorno di Fritz da Cat e gli album di Nitro e di Egreen.
La chiusura è dedicata a quattro interviste ricche di curiosità e opinioni sul momento storico del rap, ma anche sul passato: parlano Don Joe, Ghemon, Dargen D'Amico e Baby K, che si raccontano a lungo e parlano di come il rap è recepito e gestito in Italia, con riferimenti a varie hit, le rispettive carriere e retroscena esclusivi, come il racconto di Dargen sulla realizzazione dello storico pezzo Tana 2000.


Titolo **** Nuovo rap italiano. La rinascita

Autore **** Luca Bandirali

Editore **** Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri

Anno **** 2013

Pagine **** 189

di Marco Rovaris [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

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