Basta che funzioni (Whatever works, 2009)

Ancora New York per ridare linfa a Woody Allen

Improbabile e surreale commedia intrecciata attorno alla bizzarra vita e alle strane coincidenze di Boris, un uomo geniale quanto pessimista-depresso-cinico-ipocondriaco.
Ex professore di meccanica quantistica, Boris si trova coinvolto nella vita di una giovanissima e ingenua provinciale, Melody, sullo sfondo del Village e della Grande Mela. La vita a due della stravagante coppia finisce per travolgere e sconvolgere anche le vite dei suoi congiunti, tramite incomprensioni, dialoghi vorticosi, battute salaci e commenti al vetriolo.
Molto carino, davvero godibile. A livello contenutistico niente di nuovo sotto il sole: la grande metropoli che tutto travolge riesce anche in questa commedia a cambiare radicalmente la vita dei suoi protagonisti, anche se il regista – o la città?! – riesce a darci di più della solita immagine stereotipata in paccumi di film hollywoodiani.
La New York che emerge da Basta che funzioni è allegra, spensierata, colorata e gaia, ma soprattutto viva e amata, e, quindi, deliziosamente amabile. I personaggi sono stereotipati e sgangherati, ma interagiscono tra di loro in modo originale e imprevedibile, dando forma a dialoghi frizzanti ed esilaranti.
Ci sono proprio tutti: i genitori bigotti, baciapile e provinciali che si tramutano rispettivamente in un omosessuale appagato e in una fotografa di successo che convive con due uomini; la bella e stupida reginetta di bellezza che si infatua del vecchio genio brontolone, salvo poi tradirlo e lasciarlo per l'aitante e romanticone attore squattrinato.
Tutti quanti passando per le taglienti osservazioni di Boris, personaggio assolutamente eccentrico, tanto irreale da sembrare proprio il più reale di tutti, forse perché è davvero il solo ad avere “una visione d'insieme”.
Come detto in generale il soggetto lascia un po' a desiderare, ma l'intera vicenda è ben orchestrata, anche se i veri protagonisti assoluti, che si stagliano con spessore dalla pellicola, risultano essere i dialoghi e la città.
Anche questo è cinema? Forse, anche se, nel complesso, un'ulteriore pecca a livello cinematografico risulta essere la staticità dell'impianto, a ben guardare forse un po' troppo teatrale per essere un film.

di Elisabetta Carminati [Leggi i suoi articoli »]

Le recensioni degli autori:

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  • Marco (Voto: 7/10):

    Il ritorno a New York di Woody Allen coincide con una commedia pungente e che riscuote successo. Grande interpretazione del protagonista.

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